La Finanza di Trapani ha sequestrato beni aziendali per 300.000 euro a Vincenzo La Cascia, indicato come esponente di spicco della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara, e coinvolto, nel maggio del 2018, nell’operazione ‘Anno Zero‘ coordinata dalla Procura Distrettuale di Palermo. Il sequestro ha interessato beni aziendali relativi all’impresa agricola condotta dalla moglie del proposto, costituiti in prevalenza da fondi rustici coltivati ad uliveti in agro di Castelvetrano, Contrada Latomie.

L’esecuzione di tale provvedimento ablativo rappresenta l’esito di approfonditi accertamenti patrimoniali condotti dal personale del Nucleo di Polizia Economica Finanziaria di Trapani  che hanno consentito di accertarne una sproporzione tra esistenti tra il c.d. “patrimonio disponibile” e il correlato profilo economico/finanziario.

Soggetto di spicco della famiglia mafiosa di Campobello

Il soggetto ha avuto un ruolo di primo piano nella direzione della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara tale da determinare, nel maggio del 2018, l’emissione nei suoi confronti di ordinanza di custodia cautelare in carcere all’esito dell’operazione di polizia “Anno Zero” coordinata dalla Procura Distrettuale di Palermo.

Le indagini

I presupposti soggettivi della misura di prevenzione patrimoniali oggi eseguita dalle Fiamme Gialle trapanesi sono però molto più risalenti nel tempo, in quanto dedotti in primis dalla avvenuta condanna in via definitiva del soggetto per il reato di cui all’art.416 bis c.p. risalente al 2002, la quale accertò l’organicità di quest’ultimo a tale famiglia mafiosa già a partire dal 1998 e determinò nei suoi confronti l’ascrizione di numerosi reati-fine commessi nell’interesse di tale consorteria criminale, quali estorsione continuata, danneggiamenti e incendi dolosi.

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