LA REPUBBLICA DEI NOMINATI.

Le antiche baronie restano attuali e immutabili. Quando un sistema persiste e si mantiene è per un semplice motivo evolutivo.

La mafia è il sistema.

Allo stesso tavolo nella stanza dei bottoni siedono mafiosi con quadri della pubblica amministrazione e anche “taluni magistrati”.

Lì si decide il destino di un territorio.

Opporsi a tali “logge massoniche deviate” è pericoloso e praticamente impossibile.

Le logge deviate comunali – provinciali – regionali, fanno capo alla “loggia eccelsa” di Roma.

Ancora si pensa che la politica, anche in magistratura, organizzi la giurisdizione per il progresso dei popoli e dei territori? Forse nell’ottica di una seria evoluzione di quello che dovrebbe essere, ma non è lo Stato di diritto, si potrebbero affrontare questi argomenti? Ovvio che no: non esiste un politico che faccia gli interessi dei suoi elettori.

Nel pastrocchio di leggi e leggine si cerca sempre più di ridurre la giurisdizione ad un guazzabuglio, impossibile da districare, e che giova solo ai criminali coperti da asini veri o finti che osservano gli ordini del Sistema.

Gli ultimi esempi di uomini politici, legati al territorio, sono ad esempio quei sindaci e quelle giunte, sciolte erroneamente ed ingiustamente in Sicilia. Nei tempi dove è pericoloso anche esprimersi solo in nome della verità e della giustizia, persone che cercano instancabilmente la “giustizia giusta” andrebbero premiati dalla società, se essa fosse civile. Invece chiari esempi ci narrano di spietate persecuzioni in stile “tribunale dell’inquisizione spagnola”. Non si tratta più di affinità della classe giudiziaria italiana, si tratta chiaramente di coordinamento persecutorio squadrista effettuato dietro ordini precisi delle varie Logge massoniche deviate. Non vi è più spazio per la politica, come non vi è più spazio per la giustizia. La stessa magistratura ormai divisa in correnti e contro correnti, non trova un accordo su come sedersi ai tavoli di spartizione dei territori.

Solo un numero sparuto di coraggiosi ed eroici magistrati che rifiuta l’asservimento politico delle Correnti, continua a battersi per una meritocrazia, in un sistema suddiviso e spartito.

Loro – quelli dei comitati d’affari – non dimenticheranno, e non perdoneranno chi si è solo permesso di cercare di ostacolare i loro progetti.

Per questo indagare, o solo parlare della massoneria deviata, è molto pericoloso. Solo persone con vera fede e preparazione possono farlo.

I nomi di questi veri eroi li conosciamo.

<<Nei Tribunali, dunque, i magistrati non sono più quello dovrebbero essere,

esecutori, cioè, delle leggi: essi si sono eletti in legislatori e si sono arrogati il diritto di disporre a loro arbitrio della libertà e della vita de’ sudditi.

Delle fortune si fa altrettanto>>.

Giuseppe Maria Galanti

(Testamento Forense, T.I.)

Adesso cliccate su questo link per rendervi conto che non esiste più neanche la ben che minima libertà di parola, di opinione e di espressione:

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