Il 20 maggio del 2020, un migrante originario della Tunisia si gettò in mare dalla nave quarantena “Moby Zaza”, ancorata a largo di Porto Empedocle, con un giubbotto di salvataggio, verosimilmente per fuggire. L’uomo è morto e il suo cadavere è stato trovato e recuperato poche ore dopo. Adesso la Procura di Agrigento, tramite il pubblico ministero, Sara Varazi, ha chiesto al Tribunale l’archiviazione della relativa inchiesta avviata a carico di ignoti, perché non sono emersi profili di responsabilità attiva o omissiva. Ad esempio l’istigazione o aiuto al suicidio.

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