Francesco Zummo si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip. L’imprenditore di Palermo, 90enne, plurindagato e socio dell’ex sindaco mafioso Vito Ciancimino è finito ai domiciliari con le accuse di riciclaggio e autoriciclaggio aggravati dalla transnazionalità nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Palermo alla quale hanno collaborato la Dda di Napoli e la Procura Anticorruzione albanese.

Nel corso della indagine è stato arrestato anche il commercialista Fabio Petruzzella. Secondo l’accusa è la longa manus del costruttore: lo avrebbe aiutato a far sparire, sottraendoli alla confisca, 19 milioni spostati sul conto di una banca a Tirana.

l’inchiesta

L’inchiesta è coordinata dal procuratore capo di Palermo e dall’aggiunta Marzia Sabella. L’inchiesta coinvolge anche un gruppo di albanesi che avrebbero aiutato Zummo e i suoi complici nelle loro operazioni finanziarie – le misure restrittive nei loro confronti sono state disposte dalla Procura di Tirana – e Daniele Castagalli, indagato dalla Procura di Napoli nell’ambito di un’altra indagine e sottoposto a fermo dalla Procura partenopea. L’inchiesta palermitana è coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Marzia Sabella.

Ad agosto scorso la segnalazione della procura albanese

Ad agosto scorso, la Procura Anticorruzione albanese ha segnalato ai Pm di Palermo di aver bloccato un conto aperto dall’imprenditore in una banca greca a Tirana con 19 milioni di euro provenienti da istituti di credito svizzeri. Ad aiutare Zummo a occultare il denaro sarebbe stato Petruzzella, commercialista palermitano che vive a Milano. Decisive le intercettazioni a suo carico. Anche lui avrebbe aperto un conto in Albania. Nell’ambito dell’inchiesta, che ha scoperto oltre ai 19milioni del conto albanese, disponibilità economiche riconducibili a Zummo per milioni di euro in altri istituti di credito, la Dia ha eseguito un maxisequestro. Nel registro degli indagati figura anche il figlio del costruttore, Ignazio.

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