Leggete cosa ha detto, di Giuseppe Catanzaro e dei suoi fratelli, gestori di una delle 4 più grosse discariche private siciliane, il magistrato Nicolò Marino, nel corso dell’udienza del 9 luglio  2020,  del processo ordinario a carico dei componenti della presunta associazione a delinquere capeggiata da Antonello Montante, già condannato in primo grado, col rito abbreviato, a 14 anni di reclusione…

Fra le informazioni che ricevetti anche da un amministratore giudiziario vi erano una serie di atti di acquisto da parte di Catanzaro, della società, di una società, secondo iniziative di Zummo Francesco. Zummo Francesco era ritenuto prestanome di Bernardo Provenzano, e esattamente nel ’98 c’era stata l’operazione Trash, dico, e poi spiego di cosa si tratta. Nel ’99 i fratelli Catanzaro acquistano da tre commercialisti da loro incaricati, che a loro volta avevano acquistato da Zummo Francesco questa società, con davanti allo stesso notaio, con numero di repertorio diverso.
Questa società venne sequestrata nel 2001, credo che ci fosse il dottor Gozzo, all’epoca la Procura di Palermo, e a seguito di una relazione incredibile della DIA, che doveva indurre semmai a sviluppare una possibile ipotesi di commistione con la criminalità organizzata e le società di Catanzaro, viene dissequestrata perché fu informato, malamente informato, il dottor Gozzo. Quindi cominciai a capire chi era questo Catanzaro, fra l’altro il Catanzaro si era aggiudicato, era stato in ATI per i lavori della discarica di Siculiana,
all’inizio degli anni ’90, con Romano Tronci, che poi è colui il quale investirà i soldi di Ciancimino nella discarica in Romania, e poi nel ’98 Romano Tronci venne arrestato nell’operazione della cosiddetta Trash, e quindi mi faccio un po’ i conti su quello che era il personaggio. Mi sono studiato le carte dello scioglimento degli organi elettivi di Siculiana, per carità col senno del poi si può dire tutto, ma ritengo una delle operazioni più incredibili che si potessero fare, sia a livello giudiziario, perché poi furono tutti assolti in sede di giudizio abbreviato, sia il sindaco che il comandante dei vigili urbani e il responsabile del reparto amministrativo ambiente, rei di avere esercitato la loro attività di controllo sulla discarica di Catanzaro, che secondo la prospettiva accusatoria venne ritenuta prodromica a imporre il pizzo, in questo ci sono le dichiarazioni di
Di Gati, che poi solo in parte ho potuto acquisire, chiesi anche alla Procura di Palermo, cui consegnai diversi atti, di sviluppare queste indagini, purtroppo evidentemente non hanno ritenuto utile farlo, diciamo così. E allora io rischio di perdermi, nel senso che poi se mi date carta bianca posso parlare di tutto…

A proposito della discarica di Siculiana Montallegro, gestita dall’ex delfino e successore di Antonello Montante, Giuseppe Catanzaro,  il magistrato Nicolò Marino dice tra l’altro…

TESTIMONE MARINO – C’era un particolare profilo anche sulla proprietà dei terreni ricordo, perché si inserisce questo con, anche sullo scioglimento degli organi elettivi al comune
di Siculiana, anche un altro passaggio certamente non bello della storia democratica del nostro paese. Comunque, detto questo, costituii questa commissione e partii da Siculiana, perché c’era la richiesta del NOE, fra l’altro indirizzata sia a me che all’assessorato al territorio e ambiente, cioè a Mariella Lobello. Io avvisai Mariella Lobello che avevo costituito questa commissione, e lei mi informò che aveva già risposto che tutti gli iter erano regolari, cioè senza neanche guardare come, diciamo, facesse a dire questo, anche perché io già avevo visto che c’erano alcuni profili che non andavano. Quindi questa commissione si arricchì anche con un
importante contributo non solo della presenza del dottor Buceti, che era il mio capo gabinetto vicario, che la presiedeva, ma anche di Livia Di Franco, un funzionario dell’ARPA diciamo della provincia di Palermo, splendido funzionario che forse fu l’anima anche dell’analisi dei lavori di questa commissione i cui risultati sono stati
assolutamente condivisi dalla commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti, oltre che poi canalizzati e condivisi ancora, per quello che vale, dalla commissione antimafia regionale. Durante i lavori di quella commissione, faccio una parentesi, avevo conosciuto io Catanzaro solo perché mi aveva chiesto di incontrarlo Lumia, siccome era normale incontrare
gli imprenditori, o incontrare anche le persone che te ne facevano richiesta, nel ruolo politico che svolgevano in quel momento, ho detto Lumia, okay, ho ricevuto io il dottor Lupo, aveva parlato per due ore, sinceramente non ho compreso nulla
di quello che volesse significare, forse per mia ignoranza in quel momento, comunque non… aveva avuto questo incontro, né io sapessi chi fosse Catanzaro, cioè io ho cominciato diciamo
a capire o a studiare chi era Catanzaro, un po’ per la nota del NOE e un po’ poi, ancora a maggior ragione quando ci fu la nota per… alle commissioni congiunte ambiente di Camera e
Senato, e nell’iter, se vuole che riferisco per sommi capi il contenuto della relazione della commissione, ci accorgemmo che negli anni che vanno dal 2006 fino al 2009, aveva avuto
numerose autorizzazioni per l’ampliamento della discarica, delle vasche della sua discarica, mai vi era stato imposto, se non nell’anno 2007, mi pare, l’impianto, che fra l’altro… di trattamento dei rifiuti, che era obbligatorio, e pure nel
2008 non… per contratto doveva fare, doveva costruire l’impianto di trattamento dei rifiuti, che credo che tuttora non abbia, e nell’anno 2008, quando chiede il nuovo ampliamento, lo chiede esattamente nel posto dove avrebbe dovuto costruire l’impianto di trattamento, cioè una
situazione surreale, per arrivare al 2009, dove chiedo un ampliamento di 3 milioni di metri cubi, fra l’altro c’era una circolare del Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, il dottor
Lupo all’epoca nel 2009 era dirigente del… presso il Ministero dell’ambiente, e questa circolare vietava il rilascio di autorizzazioni, se non fosse stato costruito un impianto di trattamento dei rifiuti, del resto, come sempre
capita in Italia, dal 2003 al 2009 siamo andati in deroga, in deroga, in deroga, poi nel 2009 basta anche con le deroghe. Nell’istruttoria della pratica gli istruttori fanno rilevare che non era previsto nulla per l’impianto di smaltimento
rifiuti, e quindi ritenevano di non poter… fra l’altro non si trattava di ampliamento, 3 milioni di metri cubi non è un ampliamento, è una nuova discarica fra l’altro non era neanche contigua la nuova vasca alle vasche precedenti, quindi anche fisicamente non si poteva mai ritenere tale,
eppure venne rilasciata l’autorizzazione dall’ARTA, che è l’organismo dell’assessorato al territorio e ambiente. Nonostante le relazioni negative fatte dagli istruttori della pratica. Cosa dire su Catanzaro?

TESTIMONE MARINO – Bene. A seguito dei lavori della commissione (ndr. trattasi della Commissione d’inchiesta, presieduta dal Dott. Buceti, istituita dall’allora assessore regionale, il magistrato Nicolò Marino per far luce sull’illegale gestione dei rifiuti in Sicilia), fu chiaro che Catanzaro non poteva continuare a gestire la discarica, senza la costruzione dell’impianto di trattamento dei rifiuti.

PROCEDIMENTO A CARICO DI – CUVA ANGELO + ALTRI –

VERBALE COSTITUITO DA NUMERO PAGINE: 134
PROCEDIMENTO PENALE NUMERO 1699/14 R.G.N.R.
PROCEDIMENTO PENALE NUMERO 744/18 R.G.
A CARICO DI: CUVA ANGELO + ALTRI
UDIENZA DEL 09/07/2020
TICKET DI PROCEDIMENTO: P2020604242762

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