Per un difetto di due notifiche la Giudice Emanuela Carrabotta ha dovuto rinviare, al primo febbraio prossimo, la prima udienza del processo a carico della presunta associazione a delinquere capeggiata da Antonello Montante. Si tratta di un altro troncone, quello per così dire politico, del processo sul cosiddetto ‘Sistema Montante’. Tra i probabili imputati figurano l’ex presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta e due ex assessori del suo Governo, Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, nonché Giuseppe Catanzaro,  ex delfino e successore di Montante alla presidenza di Confindustria Sicilia e titolare di una delle 4 più grosse discariche private siciliane. Sono già state preannunciate dagli avvocati delle vittime del Montante e della sua lobby, le costituzioni delle parti civili. L’avvocato Stefano Catuara si costituirà per conto di Salvatore Petrotto, già riconosciuto, sempre quale parte civile, negli altri due procedimenti penali in corso. Un’altra parte civile, rappresentata in udienza e che ha  annunciato che si costituirà nel ‘Montante bis’ è l’imprenditore  Marco Venturi che, negli altri procedimenti penali in corso, è uno dei principali accusatori di Montante. Si costituiranno pure gli imprenditori nisseni Tornatore e Di Vincenzo, anch’essi già costituiti negli altri due tronconi del processo al ‘sistema Montante’. La novità è rappresentata da un altro imprenditore, titolare di alcune aziende leader nel settore della produzione di energia da fonti rinnovabili, ossia l’agrigentino Salvatore Moncada.  Anche il giornalista Gianpiero Casagni e l’avvocato Salvatore Iacuzzo faranno istanza di costituzione di parte civile.

Domani, nell’aula bunker del Tribunale di Caltanissetta, inizia la requisitoria delle parti civili nel processo d’appello davanti alla Corte presieduta dalla giudice Andreina Occhipinti. Ricordiamo che la Procura Generale, rappresentata dal magistrato Giuseppe Lombardo, ha chiesto la conferma delle pene inflitte in primo grado per i 4 coimputati di Montante; mentre per l’ex paladino dell’antimafia ha chiesto una riduzione della pena comminata in primo grado: 11 anni anziché 14.

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