Quasi 800 milioni di euro attesi in Sicilia per la Sanità dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. I fattori tempo e concertazione. L’intervento dell’assessore Razza.

Quasi 800 milioni di euro, esattamente 797, sono in viaggio da Bruxelles verso Roma e poi in Sicilia. I fondi, del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanzieranno interventi nella Sanità. Le parole d’ordine a palazzo d’Orleans per non dilapidare tale immensa ricchezza a disposizione sono: programmare subito la spesa per spendere altrettanto a breve-medio termine, e poi condividere le scelte, ovvero dove e come utilizzare il denaro europeo, ossia lungo quali canali dirottare la pioggia di soldi attesi nell’isola. Dunque, tempi e concertazione. E di ciò è consapevole l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, che, in riferimento al fattore tempo, spiega: “La prima preoccupazione è sicuramente legata ai tempi estremamente stretti. Entro giugno bisognerà firmare l’accordo di programma, ed entro il prossimo anno avere pronti praticamente tutti gli impegni di spesa. E’ una preoccupazione, quella dei tempi, comune all’interno del Pnrr non solo nel settore della sanità. Noi ci siamo subito attivati e mi sento di potere essere ottimista. La macchina amministrativa sanitaria nel tempo è riuscita a rinnovarsi, e oggi è più agile di quanto non sia la pubblica amministrazione regionale. Certo c’è da fare una lunga istruttoria ma noi siamo convinti di concluderla entro fine febbraio così da poter poi giungere alla firma dell’accordo di programma entro il 30 giugno”. Poi, in riferimento al fattore concertazione e condivisione delle scelte, l’assessore Razza prospetta: “Ho il dovere di confrontarmi con le forze politiche, di sentire le parti sociali. Tutto deve essere condiviso, ma per farlo serve prima l’attività istruttoria, e mi fa piacere che questa attività si stia svolgendo nei tempi. Noi siciliani siamo nemici di noi stessi quando pensiamo di essere peggio degli altri. Invece siamo pronti ad affrontare la fase del dialogo e delle scelte”. E poi Razza aggiunge: “La condivisione è essenziale, ma condivisione vuol dire anche co-responsabilità e rispetto delle procedure. Il Pnrr ha linee guida molto strette. L’obiettivo principale è non perdere le risorse, dare risposte al territorio e riscrivere la medicina territoriale. Sono certo che ci sia la voglia di collaborare da parte di tutti, ma guai a pensare che si possa perdere tempo. Io ho comunque avvertito la volontà di tutti di fare presto e bene, e sono certo che sarà questo lo spirito”. E l’assessore cita un esempio positivo, la rete ospedaliera, e ricorda: “Per fare la rete ospedaliera noi ci siamo dati delle scadenze: dialogo con i sindaci, con le forze produttive, con le forze sociali, e in dodici mesi siamo riusciti a fare ciò che il precedente governo non era riuscito a fare in quattro anni. Bisogna rimettere in campo quello spirito costruttivo e di dialogo”. E poi, in conclusione, nel merito delle priorità d’intervento, Ruggero Razza traccia un percorso: “Si interverrà dalle case di comunità agli ospedali passando per le centrali telematiche. Bisogna annodare un filo che dal medico di famiglia porti gradualmente fino all’ospedalizzazione. Servono luoghi accoglienti, risorse umane e professionalità. Bisogna fornire la telemedicina al medico di famiglia, puntare sul territorio, sulle cure domiciliari e l’assistenza a casa per far crescere la qualità delle cure. Il domicilio come luogo di cura vede la Regione siciliana come la prima ad aver firmato l’accordo. La casa deve essere un luogo di assistenza vero. Vi sono tante possibilità, e io sono convinto che nessuna parte della Sicilia rimarrà scontenta, e in ogni luogo, compresi quelli interni, difficili da raggiungere, si avranno risposte”.

teleacras angelo ruoppolo

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