Il Mediterraneo è in stato d’allerta. Il grande occhio elettronico della NATO sta accompagnando il viaggio della squadra navale russa nel Canale di Sicilia. La flotta del Cremlino ha superato la Sicilia ed adesso veleggia in acque internazionali, all’altezza della Grecia.  E’ ormai chiaro che la pattuglia russa si sta dirigendo verso le acque del Mediterraneo orientale, per ottenere una posizione strategica nel caso in cui la tensione in Ucraina dovesse crescere. Il Ministero della Difesa russo sostiene che le sei unità navali sono dirette verso le spiagge della Siria, dove si ricongiungeranno con la flotta già presente in quel tratto di mare,  una flotta poderosa composta da incrociatori, caccia, fregate e sottomarini.

A metà gennaio, la Russia ha inviato dal Baltico delle unità da sbarco, in grado di far sbarcare sulla terraferma, in poche ore, fanteria, mezzi corazzati e l’intero arsenale tecnologica per una guerra boots on the ground. Sono le stesse unità che nel passato vennero schierate dal Cremlino per difendere il governo di Damasco, in occasione della crisi in Siria.

I satelliti dell’Alleanza Atlantica hanno agganciato la squadra navale russa e comunicano in tempo reale i suoi spostamenti ai centri di comando della NATO nel Mediterreaneo. La guerra elettronica, a conti fatti, è già iniziata.  Grazie alla sua vista hi-tech, la NATO è in condizioni di inseguire le forze navali russe. La Hansen, unità norvegese aggregata alla task force dell’Alleanza capitanata dalla portaerei americana Truman, sta tallonando le sei navi russe. Il compito della Hansen è mantenere il “contatto ottico” con la flotta di Mosca.

Anche mezzi italiani sono impegnati in questo pattugliamento. L’aeronautica militare italiana ha inviato nella zona il Gulfstream Caew, un vero radar volante all’avanguardia, dotato di intelligenza artificiale.

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