A Naro, approfittando del buio della notte, sono stati fatti fuori tre assessori: Lillo Burgio della Lega, Serena Cremona e Calogero Cangemi. Le new entry sono Valentina Gueli, vicina alle posizioni dell’ex sindaco del PD, il dirigente scolastico Vincenzo Fontana, l’attivista dei 5 Stelle, Stefano Barberi e Salvoemiliano Paxia che, alle scorse elezioni è stato candidato nella lista Arena, che sosteneva uno dei candidati sindaco avversari della Brandara. Si tratta di prove tecniche di riposizionamento politico della prima cittadina della ‘fulgentissima’ Naro che, in tal modo, secondo quanto si vocifera, si appresta a candidarsi alle prossime elezioni regionali all’interno dello schieramento del Centrosinistra. Tutto è avvenuto, come detto, nel corso di una burrascosa nottata, in linea col più classico e becero trasformismo politico. Poco importa se il 3 febbraio scorso il Consiglio Comunale ha dovuto dichiarare il dissesto finanziario di un Comune che è ormai diventato il feudo personale di una specie di lady di ferro. Una donna che se ne sbatte altamente delle pesantissime inchieste a suo carico e dei suoi processi pendenti, in cui deve rispondere anche di accuse gravissime, compresa l’associazione a delinquere. Mussolinianamente parlando la Brandara tira dritto e ‘se ne frega!’. In spregio alle 4 inchieste e/o processi in corso che la riguardano. Anzi, addirittura riceve per giunta l’avallo politico di PD e 5 Stelle, che fanno finta che tutto va bene. Maria Grazia Brandara è stata, secondo la Procura ed il Tribunale di Caltanissetta, una fondamentale pedina, a disposizione di Antonello Montante, l’ex paladino dell’antimafia, già condannato a 14 anni di reclusione. Il 26 febbraio prossimo, a Caltanissetta, probabilmente anche la Brandara verrà rinviata a giudizio nell’ambito del processo contro il ‘Sistema Montante’. Ma, a quanto pare, considerato quanto è avvenuto in queste ultime ore, ha prevalso, all’interno del PD e dei 5 Stelle, una sorta di logica machiavellica. I 5 Stelle hanno accantonato lo slogan ‘onestà, onestà!’ mentre il PD, dal canto suo, ha lanciato una scialuppa di salvataggio alla Brandara, per assicurarle una piena copertura politica, possibilmente anche dentro le aule dei Tribunali.

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