Il Tribunale di Messina ha inflitto 6 anni e 5 mesi di reclusione a carico del giornalista Enzo Basso, già editore del settimanale Centonove, arrestato ai domiciliari nel 2017 dopo un’indagine della Guardia di Finanza per bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e frode fiscale. I giudici hanno condannato a 2 anni e 2 mesi anche il commercialista Giuseppe Garufi, per l’emissione di alcune fatture. Secondo la Procura sarebbero state costituite delle imprese editoriali al fine di percepire i contributi riservati al settore, evitando così il fallimento dell’impresa iniziale. Dall’Editoriale Centonove a Centonove Press e poi ad altre cooperative collegate. Sarebbero state ripetute irregolarità nella redazione dei bilanci al fine di occultarne lo stato di crisi, simulando, in tal modo, una solidità patrimoniale inesistente, che ha consentito di beneficiare di ulteriori finanziamenti, poi non saldati. Si tratterebbe di otto cooperative che hanno condiviso tutte la stessa sede o i luoghi in cui si svolgevano le principali attività.

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