Emergono particolari non confermati ufficialmente dal lavoro della Procura e dei Carabinieri di Agrigento impegnati a comprendere quale sia stato il movente che ha indotto Angelo Incardona, 44 anni, di Palma di Montechiaro, a tentare di uccidere i propri genitori, e poi ad uccidere Lillo Saito, 65 anni. Dunque, Angelo Incardona avrebbe dichiarato: “Sono affiliato ad un ‘paracco’ di Palma di Montechiaro, i ‘Cucciuvì’. Non ho voluto uccidere i miei genitori ma solo punirli perché hanno messo in giro la voce che io fossi intenzionato a collaborare con la Giustizia. Non ho avuto alcuna intenzione di uccidere Lillo Saito. L’ho incontrato per caso in strada, e l’ho ucciso perché lui mi ha fatto un segno di morte, passandosi una mano alla gola”.

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