Nel 2016-2017 aveva inizio l’indagine penale che avrebbe poi portato a processo, tra gli altri, l’ex Sindaco di Bagheria, il pentastellato Patrizio Cinque e l’ing. Manlio Munafò all’epoca Commissario Straordinario della Città Metropolitana di Palermo con l’accusa di aver commesso, in concorso, il delitto di cui all’art. 353 bis del codice penale, ossia di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente per l’affidamento del servizio di gestione del Palazzetto dello Sport di Bagheria.
In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato confezionato “su misura” il contenuto del bando di gara nonché i tempi e le modalità della procedura selettiva allo scopo di favorire l’associazione sportiva N.A.P., in partenariato con il Comune di Bagheria.
Tesi contestata in giudizio dalla difesa dell’ex Commissario Straordinario ing. Munafo’, difeso dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Marcello Montalbano.
In particolare, secondo i legali Rubino e Montalbano, dall’istruttoria dibattimentale non sarebbe emerso alcun accordo volto a favorire l’aggiudicazione dell’associazione sportiva N.A.P; trattandosi, invece, di un avviso a scopo informativo, finalizzato ad individuare eventuali operatori economici pubblici, privati o in partenariato tra loro, interessati all’affidamento in gestione del Palasport di Bagheria.
Il Tribunale di Termini Imerese dinanzi al quale si è celebrato il processo, accertata l’assenza di elementi che potessero indurre a ritenere commesso il reato contestato, ha assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste” l’ing. Munafò all’epoca Commissario Straordinario della Città Metropolitana di Palermo.

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