Nelle settimane precedenti allo scoppio della guerra in Ucraina, il futuro di Lukoil, il colosso russo della raffinazione, nel Petrolchimico di Siracusa era incerto.

Secondo Confindustria Siracusa, l’azienda, entro due anni, potrebbe andare via a causa del piano di riconversione energetica, che non prevede aiuti per la raffinazione, per cui gli investimenti previsti nella zona industriale aretusea sarebbero fortemente a rischio e dirottati altrove. Il conflitto, però, apre nuovi ed immaginabili scenari, soprattutto se l’Occidente dovesse decidere di imprimere un giro di vite all’economia russa.

Le sanzioni non sono state ancora decise, così come il cosiddetto Swift, il sistema che blocca le operazioni di trasferimento di denaro internazionale e consente di tracciare il denaro. Tagliare la Russia dallo Swif comporterebbe escluderla da tutte le transazioni internazionali, assestando un colpo durissimo all’economia.

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