Il colosso russo Lukoil, la compagnia petrolifera che possiede due raffinerie a Siracusa, ha chiesto la fine della guerra in Ucraina. Una mossa a sorpresa quella dell’azienda, tra le più importanti sul mercato internazionale, che va nella direzione opposta a quella del presidente Vladimir Putin, artefice principale del conflitto.

“Sosteniamo una rapida fine del conflitto armato e sosteniamo pienamente la sua risoluzione attraverso un processo di negoziazione e mezzi diplomatici”, si legge in una nota diffusa dal Consiglio di amministrazione di Lukoil. Inoltre, la Lukoil afferma che  è pienamente impegnata a rafforzare la pace, le relazioni internazionali e i legami umanitari”.

Frattanto, al termine del vertice in Prefettura, a Siracusa, tenutosi nelle ore scorse, si è deciso di aumentare il livello di attenzione sugli stabilimenti della Lukoil, cuore pulsante del Petrolchimico siracusano. L’incontro è servito per comprendere che strategia adottare dopo lo scoppio della guerra  in Ucraina capace di trasformare gli stabilimenti dell’azienda russa in un obiettivo sensibile.

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