Prezzi del carburante alle stelle. Compagnie e retisti scaricano sui gestori degli impianti carburanti i maggiori costi e i gestori, in base agli incassi che registrano, non ce la fanno più sostenere le spese energetiche. La denuncia parte da Angac/Confsal che parla oramai di “situazione insostenibile”. Nell’attuale guerra ai rincari, con i maggiori costi legati soprattutto ai consumi di energia elettrica, tutti i maggiori costi lungo la filiera sarebbero catalizzati soltanto a chi materialmente gestisce gli impianti di distribuzione. E adesso i ricavi si sono così assottigliati che in molti stanno pensando di gettare la spugna.

Angac/Confsal ha scritto al presidente del consiglio Mario Draghi e ai ministeri della Transizione ecologica, dello Sviluppo economico e della Mobilità per sollecitare un incontro e soprattutto degli interventi. “Anche e soprattutto – afferma il presidente di Angac Giuseppe Balia – a tutela dei gestori e dei consumatori”. In particolare queste richieste sono: sterilizzazione Iva e riduzione accise e ritorno dei prezzi amministrati per un periodo a tempo determinato; una moral suasion verso le compagnie petrolifere che tende rivisitare gli accordi commerciali per rivedere margini ed eliminare alcune limitazioni sulla concorrenza, sostegni alla categoria per il forte aumento dei costi trainati dall’energia elettrica; estensione del credito d’imposta su tutti i costi sostenuti per la vendita con transazioni elettroniche dei carburanti; Ulteriori giorni di dilazione dei pagamenti, per far fronte ai maggiori costi finanziari; ed infine l’apertura di un tavolo governativo, fino ad oggi negato, di crisi del settore.

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