Chi scrive  la storia dei vincitori non dice mai la verità!

In questi giorni si ricorda Tangentopoli e il 1992. Fu un anno  davvero pesante per la Repubblica italiana.

Morti, stragi, arresti, misteri e il solito condensato tra magistratura, politica e poteri occulti che ha sporcato molte pagine di verità.

Anche a  Castelvetrano , il  1992 non fu un anno qualsiasi. Nella città belicina ci fu un vero terremoto giudiziario. Una palla di cannone sparata con precisa strategia  sul potere locale che gestiva vari interessi  e che dentro conteneva   stimate quantità di veleno per massacrare alcuni e salvare altri . 

Capire bene quell’anno, dal punto di vista della verità storica, ci può aiutare ad avere maggiore consapevolezza di cosa veramente è accaduto e soprattutto perche è successo. Molti scrivono di mafia elevandosi a paladini di verità e giustizia e in “buonafede ”  cose riferite. Spesso non  conoscono i fatti e vengono imboccati in modo non corretto da chi ancora gioca le carte della confusione e del sospetto. Ormai è chiaro: l’Italia è campione di  depistaggio e di menzogne ritenute  legali.  Negli anni , sentenze sbagliate ,libri di parte , articoli e interviste mirate  hanno spesso  volutamente confuso l’opinione pubblica. Oggi è necessario cercare  verità  documentate  e non interpretate solo dai Pm  .  Spesso , costruire una realtà storica dal sapore artificiale,  ha  di fatto aiutato  le menti raffinatissime. Oggi, finalmente, grazie al  prezioso lavoro del procuratore Paci e alla sentenza del  processo di Caltanissetta , uno squarcio si è aperto  nelle spessa coltre fatta di buio e mistero e relativa  anche al 1992 castelvetranese.

. Cercheremo in diverse “puntate” di ricostruire quegli anni, con l’attenta lettura dei fatti accaduti , distanti dai narratori di sistema e  da chi non ha ai detto la verità in tutti questi anni. E’ pensabile, rileggendo alla luce del sole i fatti di quel periodo che, già nel 1992, sia partita la strategia di difesa della latitanza dei Messina Denaro . Come ampiamente dimostrato dalle carte processuali,  (già nel processo strage  Georgofili)  i Messina Denaro hanno fatto  parte del “coppo” che organizzato le stragi  e con ruolo pesante. E’ stato già detto nelle sentenze: Matteo Messina Denaro è stato parte attiva e qualcuno lo ha formato al ruolo di stragista mafioso. Nel 1992 il boss aveva appena 30 anni. Una carriera precoce

Castelvetrano era stata scelta tra le sedi operative  per organizzare le stragi  Falcone e Borsellino. Perchè delle azioni così violente si decisero anche a Castelvetrano? E’ importante capire. Il prezzo pagato dai castelvetranesi, molti dei quali ignari  di tutto , è stato altissimo.

La prima azione di distrazione di massa fu sicuramente l’operazione “Palma”. Arresti e  perquisizioni con le telecamere del TG2 dietro.  I più 2vecchi” ricordano ancora quei servizi. Serviva un nome grosso per dare in pasto qualcuno all’opinione pubblica? Certo.  Dopo qualche settimana doveva morire Giovanni Falcone. Era già tutto deciso dalle menti raffinatissime e dai mafiosi di cordata. Guarda caso, nel corso dell’operazione “Palma”, i Messina Denaro non vengono toccati, Il diabolico Matteo neanche indagato. Diventerà latitante nel 1993. Nel 1992 dormiva nel suo letto. Vengono toccati alcuni politici della DC. Gente che aveva consenso, ma solo Vaccarino finirà in carcere. Nel 1992 la DC a Castelvetrano  aveva 23 consiglieri comunali. Un potere enorme.  Il comune era tutto lottizzato dal pentapartito e la Dc ne era parte corposa.  Un potere che durava da decenni. Ci fu solo uno “spazio” alla fine degli anni 80.  Il prof.  Vito Li Causi ,  allora vicino a Massimo Grillo, per sedare una delle lotte intestine tra DC e PSI, vara una giunta con il Partito Comunista dentro. Subito dopo ci fu un commissariamento non per  motivi di mafia

Nel 1990 ci furono le elezioni e la lotta tra le correnti democristiane era feroce . Una lotta che finì per far  crescere il consenso del partito della balena bianca.   Il colpo d’acceleratore fu dato dai “giovani emergenti”.   Vito Li Causi , divenne ufficialmente un leader e riuscì a fare eleggere 6 nuovi consiglieri. Altra spinta venne dalla corrente manniniana che portò in consiglio per la prima volta, il giovane medico , Gianni Pompeo. Nonostante la poca esperienza Pompeo  nel 1992  riuscirà a diventare pure sindaco.

Vaccarino  nel 1990 venne eletto in una corrente diversa.   Era considerato il “vecchio” da superare. Fu  la parte meno forte politicamente della DC.  Falso dire, come detto in un libro uscito da poco, che fu Lui a trascinare  la Dc al successo   , facendo intendere altro.    Li Causi e la corrente vicina all’ex ministro Mannino diedero una  forte accelerazione.  Tanti giovani d’allora votarono Li Causi e Pompeo.  Quel successo  fu  tanto eclatante che  Li Causi venne eletto sindaco, nonostante le liti  intestine interne.

Chi ha i capelli bianchi ricorderà che  Li Causi, ( allora vicino a Grillo e poi a Mattarella e Culicchia)  con i suoi amici   determinò,  nella lunga notte di Trapani della primavera del 1990 , molti  candidati nella lista DC. Ci fu uno scontro fortissimo. Candidarsi nella DC era l’ambizioni di tanti. I deputati , per completare la lista, nella sede provinciale del partito fecero l’alba.  I suoi candidati vennero quasi tutti eletti. Lui stesso prese un mare di preferenze. Tutto questo, in un libro uscito di recente non viene scritto. Ancora  falsità storiche . Ancora si cerca di scrivere una verità diversa. Grave.

E’ evidente che nessuno può dire che  la mafia a Castelvetrano, in quegli anni specifici,  stesse a guardare.  Come è azzardato attribuire i voti sporchi di mafia solo alla DC o ai  singoli politici di quel partito.  La mafia che guarda ai soldi non ha  mai avuto limiti politici. Occorre scrivere la verità dei fatti realmente accaduti. Confondere ancora le acque non aiuta. Perchè attribuire a Vaccarino tanto potere elettorale additandolo di complicità di vario genere? A chi giovava? Chi consce un pò di chimica sa bene che una reazione avviene quando c’è il giusto equilibrio tra molecole ed elettroni di varie sostanze. In questo caso, per qualche inquisitore, la “colpa della reazione delle stragi”  è avvenuta  anche mancando la molecola mafiosa dei Messina Denaro che sono stati lasciati in pace. E’ un pò il senso dell’operazione Palma.

“Tutto accade 30 anni fa, quando una serie di eventi cambiarano il volto del nostro Paese. Prima la sentenza del maxiprocesso contro la Mafia. Poi l’uccisione di Salvo Lima e la stagione delle grandi stragi di Cosa Nostra. Negli stessi giorni, a Milano, Mario Chiesa intascava tangenti, Di Pietro lo convinse a confessare e il ‘mariuolò fu arrestato. Poi ci fu il boom della Lega e, due anni dopo, Berlusconi scese in campo. Così finì un epoca e si affermò l’idea che fosse una rivoluzione”

Matteo Messina Denaro nell’autunno del 1991, portava a spasso Totò Riina, già ricercato e con tanto di ergastolo. Le scorribande per la provincia di Trapani sulla sua fiammante Alfa 164 di colore bianco non avevano limiti. Non temevano controlli di Polizia e Carabinieri. Questa sua spavalderia continuerà fino a tutto il 1992 nonostante a Castelvetrano fosse scattata l’operazione “Palma”che portò in carcere Tonino Vaccarino e altri , il 7 maggio 1992 e che si basò sulle dichiarazioni di Vincenzo Calcara definito “credibile” dal procuratore capo di Palermo Piero Giammanco con la condivisione dell’attuale Procuratore di Roma, Lo Voi.   Il 23 maggio salta in aria Falcone e la sua scorta. A luglio Borsellino e suoi angeli .L’anno dopo seguirono altri attentati e Matteo Messina Denaro libero di circolare. Chi lo proteggeva? Chi ha dimenticato di arrestare i Messina Denaro il 7 maggio del 1992? Davvero strano che si arrestano i politici e si lascia libero don Matteo con il papà storico alleato dei corleonesi. Il 23 maggio  la strage Falcone. 

 

Continua

Fonte : Repubblica. archivio l’Unita’

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