Con gli intermediari finanziari che hanno rallentato l’acquisto di petrolio russo ed il conseguenziale aumento del prezzo del greggio, si guardano ad altri mercati. Innanzitutto, a quello iraniano che sarebbe una buona valvola di sfogo per fare abbassare il costo del petrolio, con evidenti ricadute positive per chi si reca nei distributori di benzina.

Il petrolio iraniano per calmierare i prezzi

Il problema è che l’Iran subisce le sanzioni, con una vendita parcellizzata dell‘oro nero, che potranno essere rimosse solo se il paese mediorientale rivedrà la sua politica sul nucleare.

Scetticismo degli analisti, petrolio salirà ancora

Secondo gli esperti, però, ci saranno ritardi nella risoluzione della questione, per cui il prezzo del petrolio potrebbe avvicinarsi al record di 147 dollari al barile del 2008. Secondo JP Morgan, il greggio potrebbe toccare entro il 2022 185 dollari.

Germania contro blocco petrolio e gas dalla Russia

Frattanto, uno dei paesi più importanti dell’Europa, la Germania, attraverso i suoi ministri ha fatto sapere di essere contraria al divieto di importazione di gas, petrolio e carbone dalla Russia come parte delle nuove sanzioni per l’invasione dell’Ucraina.

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