La Procura di Palermo ha chiuso l’indagine sul boss Vincenzo Spezia, fedelissimo del capomafia latitante Matteo Messina Denaro, accusato di violenza su minori e prostituzione minorile.

l fascicolo è tornato alla direzione distrettuale antimafia

L’inchiesta, iniziata dai pm della Dda nell’ambito delle ricerche sul padrino di Castelvetrano, era stata trasmessa all’ufficio inquirente di Marsala per competenza territoriale. Nel corso delle indagini sarebbero emersi, però, anche casi di prostituzione minorile, reato di competenza della direzione distrettuale antimafia alla quale, dunque, il fascicolo è tornato.

A scoprire le violenze i carabinieri del Ros ascoltando le intercettazioni

A scoprire le violenze furono i carabinieri del Ros che, riascoltando le intercettazioni disposte a carico del boss, scoprirono gli abusi sui bambini. Condotte gravissime che indussero il procuratore aggiunto della Dda di Palermo Paolo Guido e la pm Francesca Dessì a disporre il fermo di Vincenzo Spezia.

Tre le vittime accertate

Tre le vittime accertate: due bambini e una bambina di 9 anni. Solo due maschietti vennero identificati e sottoposti a incidente probatorio durante il quale confermarono tutte le accuse a carico dell’uomo.

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