Ancora sviluppi nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto l’Azienda siciliana trasporti. A seguito della notifica di un avviso di garanzia, ha ritenuto opportuno rassegnare le dimissioni, dall’incarico di direttore generale, Giovanni Amico. Nel frattempo, in riferimento alla stessa inchiesta, è stato ascoltato, in Commissione regionale antimafia, l’assessore all’Economia e vice presidente della Regione, Gaetano Armao, il quale ha escluso che qualcuno tra il personale del suo assessorato avesse suggerito all’ex direzione dell’Azienda l’assunzione di persone attraverso l’agenzia interinale coinvolta nell’inchiesta della Guardia di Finanza. E poi Armao ha definito come ‘verminaio inaccettabile’ le intercettazioni contenute nell’ordinanza cautelare. E ha annunciato che la Regione si costituirà parte civile nel processo. Armao ha aggiunto: “Ho sempre contestato il ricorso a società interinali per le assunzioni. La risposta era che senza gli interinali non si potevano fare partire i pullman perché non c’era possibilità di ricambio generazionale. Avevo detto: ‘Purché gli autisti non diventino amministrativi’. Questo mi fu escluso. Prima dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria abbiamo sostituito il Cda e abbiamo deliberato in giunta regionale la norma che consente il turnover senza il ricorso agli interinali, che è una formula appropriata per le imprese private ma non per una società pubblica”.

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