Rischia lo stop il “concorsone” alla Regione per 1.170 posti, con 194mila candidati. Il Cobas-Codir ha presentato un ricorso al Tar Sicilia, chiedendo l’annullamento dei bandi di concorso pubblicati dalla Regione Siciliana nel dicembre 2021 e rettificati nel gennaio 2022. Il sindacato spiega: “Il governo regionale fino ad oggi ha ritenuto di mortificare i propri dipendenti, che da oltre 20 anni non sono interessati da alcuna progressione di carriera e possibilità di crescita professionale, bandendo dei concorsi illegittimi in quanto, contrariamente a quanto previsto dalla legge, non ha preventivamente verificato la possibilità di coprire i vuoti di organico anche tramite figure professionali già presenti nei propri ruoli. La legge prevede che le coperture dei vuoti di organico debbano essere effettuate su un duplice binario: la progressione di carriera dei dipendenti, con modalità e percentuali fissati per legge, e l’assunzione di nuovo personale per la restante parte. Tali normative rispondono anche all’esigenza di contenere la spesa pubblica risultando evidente che una nuova assunzione comporta maggiori costi, sia retributivi che formativi, rispetto alla promozione di un dipendente in possesso della professionalità richiesta e già inserito nella macchina amministrativa”.

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