L’ex avvocato di Canicattì, Angela Porcello, non è stata ancora riconosciuta come collaboratrice della giustizia allorchè i magistrati non hanno ritenuto, al momento, le sue dichiarazioni consistenti. Ebbene, in occasione di un’udienza del processo antimafia “Xydi” in abbreviato, Angela Porcello ha ribadito la sua richiesta di collaborare, e ha depositato una lettera in cui, tra l’altro, ha scritto: “Dichiaro formalmente e sostanzialmente, in maniera troncante e categorica, la mia decisa e personale dissociazione da qualunque associazione di stampo mafioso o criminale e da tutti i suoi affiliati e membri siano essi imputati o partecipi, liberi oppure detenuti, o non raggiunti ancora da provvedimenti giudiziari. Ai pubblici ministeri dico: quello che sapevo ve l’ho detto, e se mi darete l’occasione continuerò a dirvelo, nei limiti delle mie conoscenze, ma sappiate che il mio rapporto con quel mondo era limitato ad una sola persona, Buggea, che, come avete avuto modo di leggere e vedere, oltre a strumentalizzarmi, mettermi in ridicolo ed usarmi mi raccontava l’ovvio ed a volte il noto. Non ho nel mio animo nessuna volontà e coscienza di nascondere fatti per tutelare soggetti che mi hanno ucciso e che hanno ucciso il futuro di mia figlia. Se voi pensate che io possa fare questo, sappiate che sarei ancora più spregevole di chi rimane fedele alla mafia perché avrei per la seconda volta ucciso il futuro e la vita di mia figlia, che questa volta non avrebbe alcuna ragione e motivo di perdonarmi. Oggi mi sento libera da quei maledetti 2 anni, libera di dire che la mafia fa schifo. Libera di esprimermi come realmente il mio cuore mi indica”.

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