Si tratta di una iniziativa, che peraltro è prevista dallo Statuto Siciliano, che è proposta e riproposta da almeno 20 anni. Adesso è la volta della Cna Sicilia, che sollecita il governo Musumeci ad intervenire nei confronti dello Stato per ottenere parte delle accise generate dalla raffinazione petrolifera nazionale. Il presidente Nello Battiato e il segretario, Piero Giglione, spiegano: “Si tratta di una parte non indifferente che porterebbe nelle casse della Regione 9 miliardi di euro l’anno, quindi un gettito significativo correlato al fatto che in Sicilia è raffinato il 50% della produzione. Una fetta di queste risorse potrebbe essere destinata a ridurre proprio il prezzo dei carburanti in Sicilia. L’aumento in corso è peraltro fuori controllo, e non trova alcuna giustificazione rispetto alle dinamiche legate alla guerra in corso in Ucraina, ma con il quale ovviamente bisogna fare i conti. E i conti certificano uno scenario drammatico, in cui operatori economici e famiglie sono alle prese con una nuova emergenza, legata anche all’aumento di materie prime e bollette di energia elettrica, che va ad acuire i già devastanti effetti determinati dalla pandemia”.

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