Da Oreste Lauria portavoce dei tirocinanti dell’avviso 22 della regione Siciliana.

Il famigerato bando dell’avviso 22 della regione siciliana.

Dopo più di due anni e mezzo dalla sua nascita i tirocini sono stati conclusi, siamo ancora costretti a parlare dell’Avviso 22.

Il metodo ed i parametri con cui è stato concepito questo bando regionale sono a dir poco capziosi e sopratutto dovevano essere verificati prima di renderlo pubblico ai partecipanti.

L’unica cosa certa e più volte sbandierato dagli Enti promotori nonché le APL che lo pubblicizzavano, la durata dei Tirocini formativi, variava dai 6 ai 12 mesi e la retribuzione che sarebbe stata di 500 euro al mese pagate bimestralmente.

in più sarebbe stata un occasione per trovare occupazione ma purtroppo a dato un risultato opposto da quello che ci avevano prospettato.

Ancora oggi sono poco più di circa 700 i tirocinanti ancora in attesa di ricevere le retribuzioni dovute dalla regione siciliana che accampando problemi amministrativi e burocratici nella rimandata di mese in mese i pagamenti.

Svariate volte abbiamo provato di avere chiarimenti in merito dal Governo della regione siciliana e più volte gli abbiamo chiesto di risolvere questa impasse che dura da più di 2 anni e mezzo.

Qualcosa si è inceppato, ma sta agli organi regionali competenti trovare la soluzione.

I tirocinanti sono solo vittime rimaste impigliate nelle maglie di una burocrazia farragginosa ed immotivata.

Una situazione inammissibile che ha visto centinaia di tirocinanti finire regolarmente il proprio tirocinio presso aziende ed enti pubblici, per poi rimanere senza lavoro e nemmeno percepire le retribuzioni maturate per via di una documentazione carente che doveva essere verificata prima e durante i tirocini e non usata alla fine come alibi per non riconoscere il dovuto.

Abbiamo partecipato a questo bando per trovare occupazione ma il realtà il 90% siamo rimasti disoccupati.

E in più si aggiungerebbe il rischio per molti tirocinanti di non ricevere gli emolumenti previsti.

Nelle scorse settimane sono state richieste un’audizione urgente ed interrogazione parlamentare all’Ars

Ma ancora e tutto fermo.

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