Stefano Vignaroli. – Marina Ovsyannikova è stata trattenuta dalle autorità russe, per fortuna poi rilasciata e comunque multata. La giornalista russa che ha protestato in tv contro la censura di Putin sulla guerra, per qualche ora, era letteralmente sparita.

C’è una parte di eroismo, in questo conflitto, che non riguarda solo il coraggio di chi rimane nonostante le bombe a combattere per la libertà. Ognuno vive i propri drammi, ma non si può non ammirare il coraggio di questa donna che per fortuna è tornata in libertà. Forse anche grazie al clamore internazionale.

Sono tanti i russi che hanno scelto di non abbassare la testa dinanzi al terrore scatenato da Putin. Capire ciò che sta accadendo in Russia è fondamentale per comprendere meglio la dinamica del conflitto. Putin sta uccidendo fuori e dentro il suo Paese e la gran parte dei russi sono vittime di questa deriva.
Lo dimostrano i bambini e gli anziani arrestati soltanto per essere scesi in piazza.

Lo dimostra Marina Ovsyannikova, così come lo dimostra anche la Tik Toker e influencer russa, Zhenya Alkhimova, con le sue lacrime per la chiusura dei social.
Certo, la chiusura di un social e la perdita di un lavoro non sono minimamente paragonabili a chi sotto le bombe sta perdendo la vita. In questo, il significato di quelle lacrime è lontano anni luce rispetto al pianto di chi perde i propri cari.

Ma rappresentano in maniera palese quanto il mondo russo si stia sempre più allontanando dal mondo che conosciamo, fatto di libertà consolidate e diritti riconosciuti.

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