Crediamo che vada fatta una premessa, rispetto a quanto pubblicato ieri, su Facebook, dal sindaco di Montallegro. Si tratta dell’annosa vicenda attitente ulteriori mastodontici impianti per il trattamento dei rifiuti che, la solita famiglia di Siculiana, vuol realizzare sempre all’interno dello stesso martoriato territorio. L’ultima storia riguarda, stavolta, una strana dimenticanza, da parte della Regione Siciliana. Hanno dimenticato di verificare le distanze dal centro abitato di Montallegro, quando hanno valutato il progetto relativo alla realizzazione del cosiddetto FORD. Stiamo parlando di un mega impianto per il trattamento della frazione umida dei rifiuti, autorizzato il mese scorso, sempre alla solita ditta di Siculiana, la Catanzaro Costruzioni s.r.l.  .

In un’intercettazione col suo avvocato, risalente a molti anni fa, uno dei tre fratelli Catanzaro, titolari dell’omonima ditta che gestisce la mega discarica privata di Siculiana-Montallegro, parlava di uno stratagemma amministrativo-giudiziario che stavano architettando per far saltare la realizzazione dell’impianto FORD di Casteltermini. E ci riuscirono, attraverso dei pretestuosi ricorsi amministrativi. In quelle intercettazioni si faceva riferimento al fatto che, facendo saltare tutto a Casteltermini, i Catanzaro avrebbero poi, cosa che in questi giorni sta puntualmente avvenendo, potuto realizzare nei loro terreni di Montallegro, proprio quel  centro per il trattamento dei rifiuti organici. Siamo certi che anche questa volta i Catanzaro presenteranno ricorso contro l’eventuale diniego di un’autorizzazione che, per loro, sembrava già cosa fatta. Vedremo come andrà a finire. In passato i loro affari sono andati a gonfie vele malgrado siano state, da sempre riscontrate dell irregolarità gestionali. Non ultima quella sottolineata in uno degli ultimi provvedimenti di diniego nei loro confronti, riguardante sempre quell’impianto di biostabilizzazione, propedeutico alla realizzazione di qualsiasi discarica, ma da loro mai realizzato. La Regione Siciliana ha scritto,  praticamente, che i Catanzaro avrebbero già dovuto da tempo bonificare quanto hanno fin qui inquinato. Purtroppo finora non l’hanno fatto. E nessuno li sta sollecitando a farlo. Per la verità dovrebbe esserci la stessa Regione Siciliana ad imporre alla Catanzaro Costruzioni s.r.l.  di provvedere all’immediata bonifica degli oltre 50 ettari di terreno, e non solo, che hanno inquinato in quasi 30 anni di attività. Nessuno peraltro in Regione tiene conto che, momentaneamente, i fratelli Catanzaro, sono  sotto inchiesta ad Agrigento per la loro pregressa e ventennale gestione delle varie vasche della loro mega discarica. Vasche realizzate a colpi di autorizzazioni più o meno legittime, secondo quanto riportato in un’ordinanza di sequestro giudiziario del Tribunale di Agrigento relativa proprio alle piattaforme per lo smaltimento dei rifiuti dei Catanzaro. Avrebbero infatti sotterrato milioni di tonnellate di rifiuti senza utilizzare, dal 2003 e sino al 2018, il cosiddetto impianto di biostabilizzazione, così come previsto dalla legge. Hanno così potuto,  impunemente,  inquinare tutto quanto, secondo quanto scrivono i Carabinieri del NOE di Palermo ed i tecnici nominati dalla Procura della Repubblica di Agrigento, ossia aria, suoli e falde acquifere. Il procedimento penale che li riguarda è ancora pendente. A questo gravame giudiziario ci sarebbe da aggiungere dell’altro. Giuseppe Catanzaro, il 19 marzo, dovrà rispondere davanti al Tribunale di Caltanissetta, oltre che di associazione a delinquere, anche di corruzione, per essersi messo d’accordo con l’ex presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, da lui economicamente sponsorizzato, per chiudere più di un occhio riguardo alla mancata realizzazione dell’impianto di biostabilizzazione, per il quale sia lui che i suoi fratelli Lorenzo e Fabio, sono sotto inchiesta ad Agrigento per inquinamento ambientale. Giuseppe è il più blasonato dei tre fratelli Catanzaro, delfino e successore alla guida di Confindustria Sicilia di Antonello Montante, l’ex ‘apostolo dell’antimafia’ caduto in disgrazia per i suoi molteplici gua giudiziari, alcuni dei quali causati dalla difesa ad oltranza degli affari della famiglia Catanzaro nel settore dei rifiuti. Un altro piccolo particolare che riguarda l’odierna gestione della Catanzaro Costruzioni s.r.l. è che il suo attuale amministratore delegato, l’avvocato Panebianco, è sotto processo a Gela per dei reati amministrativi ed ambientali.

Giovanni Cirillo (sindaco di Montallegro):

Il 12 Febbraio scorso, la Giunta Regionale aveva deliberato rigettando il ricorso in opposizione presentato dal Comune di Montallegro relativamente al progetto del FORD presentato dalla ditta Catanzaro….

Mi ero recato a Palermo ad incontrare di persona il Presidente Musumeci mettendolo al corrente dei fatti….

Successivamente avevo fatto una nota allo stesso Presidente in modo di poter rivedere la decisione della Giunta Regionale e di voler misurare la reale distanza tra il centro abitato e l’impianto proposto, presupposto indispensabile per l’approvazione del progetto, considerato che questa non era stata effettuata dagli organi regionali……

Oggi la Giunta Regionale e’ ritornata sui suoi passi ed ha dato incarico al Dipartimento Regionale ad effettuare la misurazione…..

Volevo Ringraziare il Presindente Musumeci per aver ascoltato e tenuto in considerazione una richiesta legittima fatta dal Popolo Montallegrese…

sempre al fianco dei montallegresi…

Rispondi