“Su l’ascesa di Porto Empedocle,da avamposto marinaro della città di Girgenti a promessa economica e industriale, fino al declino, c’è da leggere e imparare  tanto. Attualmente la città deve ancora riprendersi dal fallimento dell’età industriale, quando ancora Porto Empedocle incarnava il ruolo di polo produttivo e commerciale della regione. Il declino della vocazione industriale e commerciale di Porto Empedocle avviene intorno al 1984, con la chiusura di tutte le attività e l’abbandono degli stabilimenti che costituiscono oggi il waterfront della città,oltre ai ruderi dell’ormai tramontata età industriale. ( Montecatini – Montedison) Oggi a Porto Empedocle, saltuariamente attraccano navi da crociera di piccole e medie dimensioni; la profondità del porto infatti non permette l’arrivo di navi con carene troppo grandi. I turisti vengono fatti sbarcare e in attesa di essere trasportati verso Scala dei Turchi o la Valle dei Templi, passeggiano in Via Roma scattano le foto di rito vicino alla statua di Montalbano. In un vecchio Piano Paesistico Regionale della Regione Sicilia,sono riportate le prescrizioni relative a Porto Empedocle c. Centro storico di Porto Empedocle: il  Recupero del valore formale della città storica; contenimento della crescita urbana e riduzione del consumo di suolo, conservazione e riqualificazione del rapporto della città con la campagna; – il mantenimento dei margini della città, salvaguardare la forma urbana e il rapporto consolidatosi nel tempo tra città e paesaggio, particolarmente lungo il margine che si affaccia sulla costa,la conservazione del tessuto urbano, recupero e restauro conservativo del patrimonio edilizio di pregio, mirata al recupero del significato e del ruolo della città storica e del rapporto città – paesaggio; – assicurare la fruizione delle vedute e del panorama; – la tutela delle emergenze geologiche e geomorfologiche; – la conservazione delle aree con vegetazione semi naturale di pregio e del verde storico; – conservazione dell’insieme del centro storico dal punto di vista percettivo – paesistico, ambientale, morfologico e tipologico, evitando inserimenti non in coerenza con il contesto. Tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico attraverso misure orientate a: recupero paesaggistico e riqualificazione urbanistica e ambientale delle aree di espansione mediante interventi di razionalizzazione degli spazi con il necessario inserimento di aree a verde, viali alberati, recupero paesaggistico- ambientale ed eliminazione dei detrattori. Un Piano Paesistico,(per il quale bisognerebbe riprendere il “filo”) che nella sua “impalcatura” affascina e ti porta in un altro mondo,un tutt’uno  con il patrimonio culturale di valore universale che è la Valle dei Templi. L’inserimento, ad opera dell’UNESCO, della Valle dei Templi tra i “patrimoni dell’umanità”, rappresenta per il territorio agrigentino non tanto la conferma del suo straordinario valore culturale, quanto il riconoscimento dell’unicità dei valori che lo compongono. L’intervento dell’UNESCO ha confermato il convincimento che la Valle costituisce una risorsa da valorizzare in quanto paesaggio culturale, espressione di una interazione dinamica tra l’uomo e la natura e testimonianza di una lunga, ininterrotta, evoluzione biologica e culturale. Porto Empedocle è  una città che ha vissuto sulla sua pelle vecchie dinamiche industriali fallimentari, i quali hanno segnato tante famiglie. Rivedersi proiettata verso opere industriali “strategiche” la renderebbe protagonista,suo malgrado, di  un film già visto”.

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