Funerali di Leonardo Sciascia a Racalmuto (AG)

22 novembre 1989

A distanza di più di trenta anni rivedere queste immagini del funerale di Leonardo Sciascia, destano nell’animo una grande emozione.

Ricordo quel giorno del 22 di novembre del 1989 quando di buon mattino mi diressi verso l’abitazione dell’amico Peppe Piccica: due giorni prima a Palermo era morto Leonardo Sciascia.

Recarci a Racalmuto per me e Peppe diventò quasi un doveroso pellegrinaggio per rendere omaggio a quel letterato che tanto lustro aveva dato alla sua terra di Sicilia.

Così presa la telecamera, qualche macchina fotografica e attrezzi vari, caricato tutto su quell’eroica Ford Fiesta L, ci trovammo come d’incanto a Racalmuto. Ci accolse un silenzio composto e raccolto di un intero popolo che aveva perso il suo cantore, colui che aveva raccontato miserie, gioie (poche) e speranze di una terra che odorava di zolfo e di agricoltura. Provai tanta emozione nel vedere gli amici Alfredo La Mattina e Vittorio Lauricella che aspettavano la bara del loro amato Nana’.

Furono poi sguardi pieni di tristezza, tante foto, mentre Peppe riprendeva con la sua telecamera il rito sofferto di quella lunga processione che si dirigeva verso il santuario della Madonna del Monte. Tante foto… le mie…. tutte perse nell’amata terra di Piemonte.

Negativi che non riuscii più a ritrovare. Vedere gli amici di sempre di Sciascia è stato molto bello: Franco Rosi, Gesualdo Bufalino, Vincenzo Consolo, la signora Sellerio, Lina Wertmuller, Ferdinando Scianna, poeti e scrittori vari fra cui Bernardino Giuliana.

Come se la cultura di un popolo volesse unirsi in un dolore unico per onorare il suo figlio illustre.

Poi Craxi, il presidente della Regione siciliana Rino Nicolosi e tanti altri.

Con Peppe, come al solito, ci perdemmo di vista.

Ci incontrammo al cimitero per la tumulazione della salma e uscimmo con Lina Wertmuller.

Mentre scrivo queste righe, dopo più di trenta anni, non ho mai più rivisto questo filmato.

Rimane il ricordo, il rammarico per quelle foto perse e un po’ di tristezza per la nostra gioventù oramai volata via.

Ma lo spirito è rimasto sempre quello dei tempi migliori, anche se non riconosciamo più la nostra terra sicana…. così come quella italica. Forse si è un po’ stanchi.

Mistretta Vincenzo

Rispondi