Operazione dei Carabinieri tra Palermo e provincia: sei indagati per reati legati allo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non. Sequestri e perquisizioni.

Hanno lavorato i Carabinieri del Noe, il Nucleo operativo ecologico, e del Comando provinciale di Palermo. Tra le loro mani vi sono stati due decreti firmati dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese: uno di perquisizione e un altro di sequestro. I destinatari sono sei indagati tra Palermo e Bagheria. I reati contestati descrivono ciò che sarebbe stato commesso, ovvero: avrebbero organizzato un’attività di ricezione, trasporto, raccolta, smaltimento, trattamento e incendio di rifiuti misti derivanti da demolizioni e costruzioni, quindi provenienti da numerosi cantieri edili, e affidati per lo smaltimento a due imprenditori di Bagheria che avrebbero gestito due aree di smaltimento illecito di rifiuti entrambe a Bagheria. Le indagini sono state avviate a seguito della segnalazione di un sistematico abbandono di rifiuti speciali e non in una zona di campagna a Santa Flavia, e si sono protratte dallo scorso agosto a oggi. I cantieri edili interessati dal business illegale dello smaltimento dei propri rifiuti sono sette e sono stati rilevati a Palermo, Bagheria, Casteldaccia, Altavilla Milicia, Santa Flavia, e Ventimiglia di Sicilia. Le imprese avrebbero consegnato gli scarti e gli sfabbricidi a uno dei due imprenditori di Bagheria indagati, titolare di un’azienda non autorizzata per la gestione di rifiuti prodotti da terzi. E lui avrebbe smaltito tali rifiuti in totale spregio della normativa ambientale. Alcune volte sarebbero stati utilizzati, tali e quali, come materiale da riempimento, oppure scaricati e compattati direttamente nel suolo della propria area o di altre zone campagnole, oppure in una cava a Belmonte Mezzagno. Il tutto tramite autocarri non autorizzati al trasporto, e falsificando i dati identificativi dei rifiuti. Ecco perché, oltre ai reati di gestione illecita e combustione illecita di rifiuti, agli indagati è stato contestato anche il reato di inquinamento ambientale delle aree interessate, il cui suolo sarebbe stato continuo ricettacolo di rifiuti. Le due discariche sequestrate a Bagheria ai due imprenditori bagheresi hanno un’ampiezza di circa 500 metri quadrati ciascuna, e sono servite per lo stoccaggio e l’illecito smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non. Sequestrati, e adesso sotto custodia giudiziale, anche sei autocarri e la cava “Valle Fonda” a Belmonte Mezzagno, per un valore complessivo di almeno 2 milioni e 500 mila euro. Sono state perquisite le sedi delle sette imprese titolari dei cantieri edili sotto indagine, e adesso sono sotto esame investigativo parecchi documenti amministrativi acquisiti.

teleacras angelo ruoppolo

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