Lo scorso 14 maggio, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha inflitto, per omicidio volontario non aggravato dalla premeditazione, 17 anni e 4 mesi di reclusione a Raimondo Burgio, 38 anni, di Palma di Montechiaro, imputato reo confesso dell’omicidio del cognato, Ignazio Scopelliti, 45 anni, ucciso il 2 novembre del 2018. Raimondo Burgio, nel corso dell’istruttoria, ha affermato: “Sì, gli ho sparato io perchè temevo di essere ucciso. Un conoscente mi aveva detto che andava in giro armato di un coltello e avrebbe ucciso mia sorella. Stavo rientrando a casa, dal negozio di ortofrutta, e ho visto che stava discutendo con mia madre. Ho avuto paura, gli ho detto di andare via e lui mi ha minacciato. Per questo ho sparato”. Ebbene adesso in Appello il procuratore generale, Giuseppe Fici, a conclusione della requisitoria ha chiesto alla Corte di ridurre la condanna a carico di Burgio ad 8 anni di reclusione per effetto del riconoscimento delle attenuanti generiche e della provocazione. Prossima udienza il 14 aprile per le arringhe dei difensori di parte civile e dell’imputato.

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