Antonello Montante ed il vorticoso giro di denaro in transito all’aeroporto di Fiumicino, grazie a Vincenzo Savastano, il vicequestore addetto ai controlli dei passeggeri.

Montante poteva far passare, sfuggendo a qualsiasi controllo, quello che voleva.

Io per lui valgo 170-180 milioni di euro“, questa sarebbe la cifra fatta passare, in maniera indisturbata, dal Savastano, a Montalbano, alias Montante. Il nome d’arte affibiato all’ex paladino dell’antimafia è stato preso in prestito dalla saga di romanzi scritti dall’amico di Montante, il compianto scrittore Andrea Camilleri. Montante ed il celebre commissario Montalbano sono praticamente la stessa persona. Ora la Procura di Caltanissetta sta sostenendo l’accusa contro un superpoliziotto  che, in cambio di una minicar per la figlia, regalatagli da Montante, faceva passare all’aeroporto di Roma, sia al Montante che ai suoi amici, quello che volevano, sfuggendo a qualsiasi controllo.

E poi c’è la storia, raccontata alle autorità giudiziarie da Michele Tornatore, relativa ad una delle tante valigette di denaro utilizzate da Montante, da consegnare a Paola Patti, sua socia in affari, nonché figlia di Carmelo Patti, patron della Valtur, una società del valore di un miliardo e mezzo, confiscata perché riconducibile al super latitante Matteo Messina Denaro.

 

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