La Squadra mobile di Ragusa e la polizia di Comiso hanno tratto in arresto, su esecuzione dell’ordinanza di misura
cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Ragusa, A.E. di anni 36, ritenuta responsabile di
abbandono di minore.

La vicenda risale al 2019, allorquando all’interno di un’abitazione di Comiso,  fu segnalato il decesso di un neonato. Sul posto la madre del piccolo riferì agli inquirenti di averlo allattato nelle prime ore del mattino, di averlo nuovamente messo a letto ma di essersi accorta che il figlioletto emetteva degli strani rumori.

Soltanto dopo qualche ora si accorgeva che il piccolo non dava più segni di vita. Il personale sanitario, avvertito dopo diverse ore, non poteva fare altro che accertarne la morte.

Le indagini

Le indagini avviate dagli agenti di polizia,  coordinate dai magistrati della Procura di Ragusa, hanno permesso di “raccogliere gravissimi indizi di colpevolezza in capo alla genitrice” spiegano dalla Questura.

Sarebbe stato accerto, che il bambino, sin dalla nascita, sarebbe stato lasciato dalla madre in totale stato di abbandono, privato di qualsiasi assistenza sanitaria e specialistica, anche di fronte ad un episodio di frattura del braccino, a seguito di una caduta accidentale dalla culla e di una polmonite.

Le gravi condizioni  e poi il decesso

L’atteggiamento omissivo della donna, nonostante i diversi tentativi di familiari e conoscenti a far visitare il piccolo, comprometteva il suo stato di salute tanto da provocarne la morte.

Decisiva la complessa relazione tecnica del medico legale, Giulio Di Mizio, nominato consulente della
Procura, che ne accertava la morte per la gravissima situazione clinica emersa.

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