Il 6 aprile è stato sentito, dalla Commissione Nazionale Antimafia, il prefetto Filippo Dispenza che, sino ad ottobre dello scorso anno, è stato il capo della terna di commissari di Vittoria, per più di tre anni consecutivi. Record assoluto,  più o meno legittimo, di un commissariamento per mafia. Ammesso che la mafia c’entrava qualcosa.

Quello che segue è il relativo link dell’audizione del Dispenza, assieme agli altri due componenti della terna di commissari, nominati dal ministero dell’Interno, che hanno amministrato Vittoria sino ad ottobre dello scorso anno, per 39 mesi: https://www.camera.it/leg18/1132?shadow_primapagina=14026

Tale audizione è stata disposta dopo che, la stessa Commissione, è stata costretta ad annullare un’altra audizione, quella del 30 marzo scorso, ufficialmente per problemi d’aula. Nel corso dell’audizione, annullata la sera prima della sua convocazione ufficiale,

avrebbero dovuto essere sentiti Salvatore Petrotto ed il giornalista Angelo Di Natale che, in alcuni suoi articoli, aveva criticato l’operato del Dispenza, mettendo in evidenza anche i suoi trascorsi poco commendevoli che emergono, tra l’altro, da un rapporto di polizia risalente al 2017, in cui veniva indicato quale beneficiario di una serie di favori ricevuti dall’ex numero due di Confindustria Nazionale, Antonello Montante, condannato, in primo grado, il 10 maggio 2019, a 14 anni di reclusione per associazione a delinquere, spionaggio e corruzione e da Diego Di Simone Perricone, capo della security di Confindustria, anche lui condannato ad oltre 6 anni di reclusione. La sentenza di appello,  che riguarda i due ‘benefattori’ del Dispenza verrà emessa a Caltanissetta, con tutta probabilità, nell’udienza del 13 aprile prossimo.

Quelli che seguono sono i link relativi agli articoli ‘incriminati’ del giornalista Di Natale:

https://www.isiciliani.it/il-vicere-di-vittoria/

https://www.isiciliani.it/vittoria-qualcuno-sciolga-i-commissari/

https://www.insiciliareport.it/2022/03/27/filippo-dispenza-il-super-prefetto-poliziotto-cliente-di-montante-che-convince-la-procura-a-intasare-il-tribunale-con-querele-pagate-dai-cittadini-per-perseguitare-cittadini/?fbclid=IwAR0SsYQ026raGpO1mAK26RG-cRB-mgERy9VWKyDl5g_gYiyyIri9ro2R3vs

Cosa ha detto di così grave il Dispenza ai parlamentari dell’Antimafia Nazionale?

Ha tirato pesantemente in ballo proprio il giornalista Di Natale la cui audizione, lo ribadiamo, era stata stranamente annullata una settimana prima.

Il Dispenza è andato in Commissione a dire che ha querelato il Di Natale, l’attuale sindaco di Vittoria, Francesco Aiello, l’assessore comunale Campailla, il dirigente Ferreri e l’avvocato Salvatore Messina perché lo avrebbero attaccato per ostacolare la sua azione legalitaria. Anzi, si è spinto oltre. Si è persino recato presso la Procura Distrettuale Antimafia di Catania per sollevare chissà quale polverone. Ma in un caso specifico riteniamo che abbia davvero esagerato. Ci riferiamo alla vicenda dell’avvocato Messina che, due anni fa, oltre ad essere stato querelato dal Dispenza, veniva segnalato al locale commissariato di Vittoria, dove veniva tradotto in stato di fermo e schedato, attraverso il prelievo delle impronte digitali e relative foto segnaletiche, come se si trattasse di un pericolosissimo delinquente. La colpa del Messina era stata quella di aver chiesto un incontro al Dispenza per motivi professionali. Doveva difendere dei legittimi interessi di alcuni suoi assistiti, che avevano subito dei presunti abusi da parte del Comune di Vittoria. Il Messina ha denunciato questa degradante vessazione subita dalle locali autorità di polizia, assieme ad ulteriori abusi commessi, sempre dal Comune di Vittoria. Ma la risposta che ha fin qui ricevuto, malgrado l’infame trattamento poliziesco subito, è stata quella di essere rinviato a giudizio per diffamazione. E c’è di più! Prima di un’udienza, proprio di questo processo per diffamazione a carico del malcapitato avvocato Messina, il Dispenza si recava nell’ufficio del Procuratore della Repubblica di Ragusa. Subito dopo veniva interrogato, confortato dalla presenza in aula del Procuratore da lui precedentemente incontrato. E ne approfittava per dire le stesse cose che aveva già riferito alla Procura Distrettuale Antimafia di Catania e che ha anche riferito giorno 6 aprile alla Commissione Nazionale Antimafia. E cioè che 5 soggetti, ovvero il giornalista Di Natale, il sindaco Aiello, il suo assessore Campailla, il funzionario Ferreri ed una persona che non ha voluto nominare, perché presente in aula, e cioè l’avvocato Messina, avevano ostacolato la sua attività di ripristino della legalità. Come dire, basta ripetere sempre le stesse accuse, possibilmente prive di fondamento, per farle diventare delle verità giudiziarie, con tanto di relativo rinvio a giudizio, quanto meno per diffamazione. Poi, basta evocare in Commissione Nazionale Antimafia i nomi del magistrato Caselli o dell’attuale sottosegretario con delega ai servizi segreti, Franco Gabrielli, con i quali il Dispenza ha collaborato, per far dimenticare tutto il resto. Resta infatti ancora da accertare come ed a chi è stato garantito il mega appalto per la gestione dei rifiuti a Vittoria. Se è vero ciò che sostiene il Dispenza,  anche a RAI UNO, riguardo al fatto che in passato non era mai stato pubblicato alcun bando pubblico per assegnare i posti al mercato ortofrutticolo di Vittoria. Se è vero ed il perché la Commissione da lui presieduta non ha utilizzato gli oltre 5 milioni di euro, destinati per la bonifica di una vecchia discarica comunale dismessa. Se i suoi accordi, per garantire la gestione del mercato ortofrutticolo di Vittoria ad Italmercati, rientrano nella solita logica di far mangiare il pesce piccolo al pesce grande, in modo tale da far diventare marginale quello che è attualmente uno dei più importanti mercati italiani. Bisognerebbe accertare se è vero che qualche concorso pubblico è stato gestito più o meno correttamente. E poi, chi ha sollecitato la recente interrogazione parlamentare su Vittoria per chiedere una nuova indagine ispettiva, finalizzata anche a chiudere l’accordo tra il Comune di Vittoria e Italmercati? Quali sono realmente gli interessi in gioco a Vittoria nel settore ortofrutticolo? Vogliamo semplicemente ricordare che il partito che ha presentato l’ultima pesante interrogazione parlamentare, per far luce o per gettare ombre sul caso Vittoria, è quello di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia che, alle ultime elezioni comunali di Torino, aveva niente poco di meno che, ipotizzato di candidare il Dispenza a sindaco. Insomma, basta alzare un polverone, a colpi di querele, interrogazioni ed  audizioni, praticamente dicendo a tutti quanti: ‘lei non sa chi sono io’ ed il gioco è fatto! E poi tutto ciò è anche necessario per prendere le distanze dai fantasmi di un passato non proprio cristallino. Come al solito la tecnica è sempre la stessa: inscenare la parodia di crimini inesistenti per nascondere la polvere sotto il tappeto, per non dire altro.

A questo punto, visto che il Dispenza, in Commissione Nazionale Antimafia, ha fatto segretare più della metà della sua audizione, dando ad intendere chissà che cosa, per riparare ad un torto perpetrato ai danni di un giornalista, nel vero senso della parola, e cioè ai danni di Angelo Di Natale, per una questione di vera ed autentica giustizia, è necessario che,  dopo lo strano annullamento della sua audizione, del 30 marzo scorso, venga riconvocato, possibilmente assieme a Salvatore Petrotto, come ufficialmente previsto ed inopinatamente cancellato dal calendario delle convocazioni. È necessario inoltre dare la possibilità, anche agli altri soggetti querelati dal Dispenza che, a quanto pare, sono molto di più rispetto ai cinque che conosciamo, di ribattere a chi sembra che soffra di mania di persecuzione. Le finalità di questa sua arrembante attività querelatoria, ormai le abbiamo capite perfettamente. Adesso spetta alle autorità giudiziarie stabilire se il Dispenza, anche attraverso questa sua richiesta di essere sentito dalla Commissione Nazionale Antimafia, stia tentando di rintuzzare gli attacchi subiti  con cui venivano denunciati pubblicamente gli errori commessi a Vittoria. Poi c’è da stabilire se, nelle nelle parti segregate, si ravvisano gli estremi di eventuali calunnie, perpetrate ai danni di chi si ritiene essere, a prescindere dal giudizio di un tribunale, dei diffamatori seriali, se non addirittura dei soggetti collusi con la mafia.

Siamo certi che anche per Petrotto è stata usata la stessa tecnica. Quella di produrre carte giudiziarie imbrattate dal ‘Sistema Montante’, di cui qualche componente della Commissione Nazionale Antimafia e lo stesso Dispenza hanno forse ancora qualche lontano ricordo e, soprattutto  hanno ancora qualche remora a prendere atto di alcune, queste si, verità giudiziarie che rischiano di lambire le loro ‘specchiate’ carriere.

Oltre a quanto scritto dalla Questura di Caltanissetta sul conto del prefetto in pensione  Filippo Dispenza, anche su chi ha presieduto la seduta relativa alla sua audizione in Commissione Nazionale Antimafia, sia nello stesso rapporto di polizia,  ma anche nei diari di Montante, abbiamo trovato qualcosa di interessante.

Se non sbaglio a presiedere la seduta è stato il senatore Piero Grasso, già procuratore nazionale antimafia e già presidente del Senato.

A parte i numerosi appuntamenti quali quello del 15/07/2008 delle ore 10,00 con  Emma Marcegaglia  in cui Montante annota: ‘quando Grasso indicò me‘, non sappiamo per fare cosa. O quello del 13/12/2010, ore 20:00  sempre assieme ad Emma Marcegaglia, già presidente di Confindustria Nazionale e dell’ENI e via via tutti gli altri, ci piace ricordare quelli tra Montante, Grasso e lo scrittore Andrea Camilleri; od ancora quello relativo ad una prestigiosa conferenza a Bruxelles:

Forse è così che si creano i falsi eroi dell’antimafia, anche per la ‘disattenzione’ di fior fiori di scrittori, o di Procuratori Nazionali e Presidenti di Senato come Piero Grasso che, per l’occasione, in assenza del Presidente della Commissione Nazionale Antimafia, Nicola Morra, il 6 aprile scorso ha fatto gli onori di casa al suo conterraneo Dispenza. Entrambi hanno avuto rapporti ravvicinati con Antonello Montante. Grasso ha costituito con Montante anche diverse associazioni per contrastare corruzione e mafia. Lo riceveva ovunque, presso la Direzione Nazionale Antimafia, in Senato. Si incontravano anche in svariate occasioni non proprio istituzionali. Oggi, ovviamente, è molto imbarazzante parlare di queste cose. Non sappiamo se tale imbarazzo, nella fattispecie, lo proviamo solo noi od anche il senatore Grasso ed il Dispenza.

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