INDAGATI per avere denunciato un codice rosso, la situazione si ribalta: ma, COLPO DI SCENA! le indagini di cui viene richiesta la proroga, sono in carico ad una Autorità Giudiziaria “incompetente per territorio”. Infatti le due parti offese, ambedue magistrati, sono uno in servizio a Salerno e l’altro in servizio a Roma. Quindi la competenza, come previsto dalle regole dell’ordinamento giudiziario, non è quella della AG di Roma. Ma allora perché proprio la AG di Roma si premura di indagare e addirittura comunicare anche agli indagati la proroga di indagini, da “incompetenti”? A cosa si riferiva la denuncia per codice rosso, ribaltata contro i denuncianti? E quali sono i capi di imputazione rimasti non evidenziati? La denuncia riguarda un “tortura” ancora in corso nei confronti dell’avvocatessa Teodosio Tiziana. Tutto è successo improvvisamente, dopo una sit, a seguito di un esposto riguardante il cosiddetto “Sistema Siracusa” e le sue analogie ed i possibili  collegamenti col “Sistema Montante“, di cui si stanno interessando gli uffici giudiziari di Catanzaro. Il torto dell’avvocatessa Teodosio è stato quello di assistere  Francesco Bongiovanni, mentre si verificava il decesso della madre dell’avvocatessa.  Qualcuno ne ha approfittato, per questioni di interessi economici e per delle liti familiari, per sottrarle il patrimonio ereditato dalla madre ed addirittura per toglierle i suoi due figli, grazie ad uno strano connubio tra qualche esponente delle forze dell’ordine, qualche operatore della macchina giudiziaria campana ed elementi della criminalità organizzata. Anche a partire da quella sit, in cui il Bongiovanni evidenziava i chiari collegamenti tra i due “sistemi” di potere perverso, i già citati ‘sistema Siracusa-Amara’ e ‘sistema Montante’, la situazione si complica ulteriormente, scoppia l’inferno! E pensare che tali collegamenti sono stati confermati, dopo circa un anno, dal famoso ex magistrato “pentito”, Luca Palamara. Rimane la prova che chi si occupa di denunciare la coesistenza parallela del  “Sistema Siracusa-Amara” e  del “Sistema Montante” viene adesso indagato per reati di vario genere. Stranamente dalla Procura della Repubblica di Roma, che non è competente territorialmente per le persone offese evidenziate nell’avviso giudiziario notificatoal Bongiovanni. Procura che è comunque, certamente, a conoscenza del “Sistema Siracusa-Amara”. È partito probabilmente dal Procuratore Capo Pignatone (adesso presidente del Tribunale del Vaticano), l’input per comminare a Messina un condanna insignificante nei confronti dell’avvocato Piero Amara, che lavorava assieme al fratello del Pignatone, per conto dell’ENI, e per il suo socio Calafiore. Tanto esigua fu tale condanna, per l’esattezza 11 mesi per 33 reati che, la Procura Generale di Messina, si è vista costretta ad impugnarla per il Calafiore (solamente!),  ottenendo dalla Cassazione la revisione del processo.

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