Riportiamo integralmente l’ultima lettera di Ivan Baio, una vittima del ‘sistema’ che orbita attorno agli affari dell’azienda russa LUKOIL.

Della vicenda di Baio, nel 2019, si era pure interessata la Commissione Nazionale Antimafia. È strano che questa storia oggi passa inosservata, in un momento in cui, proprio a Siracusa, e proprio la LUKOIL, sta per licenziare un migliaio di dipendenti, per via della guerra in Ucraina. Si tratta, com’è noto, di una forma di ritorsione nei confronti dell’Italia, responsabile, assieme all’Unione Europea, gli Stati Uniti e la NATO, di sostenere la resistenza ucraina, contro l’invasione russa. Forse per tali ragioni è calato il silenzio sulla vicenda Baio. Forse per non inimicarsi ulteriormente la LUKOIL; e forse anche perché questa grande azienda russa, in passato, ha fatto genuflettere qualche rappresentante delle Istituzioni ed ha sponsorizzato anche qualche  organo di informazione. Tutto ciò si è consumato anche sulla pelle del malcapitato Baio, che è stato debitamente screditato, al fine non solo di renderlo poco credibile, ma addirittura un fenomeno da baraccone, se non proprio un furbo profittatore. Capita spesso a chi si mette contro certi poteri forti. Soprattutto quando si denunciano, facendo nomi e cognomi, i responsabili di reati. E, stavolta, è capitato anche a Baio di essere stato trasformato, come per incanto, da accusatore ad imputato; per sua fortuna assolto.

Ma lui adesso non vive più. Nessuno gli offre più un posto di lavoro. Perché lui è uno che denuncia, lui è un ‘infame’, lui è uno ‘sbirro’. Anzi, c’è di più. Dopo il discredito e l’isolamento a cui è costretto, nessuno deve parlare più di lui. Silenzio tombale. Da quando ha protestato dietro i cancelli della LUKOIL, per le ingiustizie che aveva subito, con al seguito sua madre, hanno usato nei suoi confronti dei metodi violenti, facendo ricorso a delle vere e proprie menzogne, per sua fortuna smentite da un filmato. Su di lui, stranamente, è calato anche il silenzio-stampa. A qualcuno non gli è bastato esporlo al pubblico ludibrio. Adesso Baio, visto che nessuno più ne parla, è diventato un bersaglio facile da colpire.

Se ne può parlare o no di Baio, visto che, tra l’altro, per via delle sue denunce, teme di essere ucciso?

Ma passiamo la parola direttamente a lui, leggendo l’ultima sua accorata lettera, per renderci conto di che cosa abbiamo finora cercato di far capire…

LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI ALLA POLITICA AI MEDIA
Chi Vi scrive è l’ex dipendente della ISAB LUKOIL, LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA solo per non AVERE ACCETTATO il SILENZIO L’OMERTA’ E LE MINACCE che regnavano sovrani all’interno ed all’esterno di quel contesto LAVORATIVO.

ASSOLTO PERCHE IL FATTO NON SUSSISTE
L’ennesiama PROVA di cio’ che MAFIA e ISAB LUKOIL sono riusciti a fare dal 2013 ad Oggi….
Un padre un Uomo un Lavoratore PROTESTA davanti la RAFFINERIA ISAB LUKOIL e viene falsamente accusato di RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE E VIOLENZA PRIVATA insieme alla madre 73 enne e alla moglie che fortunatamente FILMA TUTTO!!!
Potrebbe sembrare la prefazione di un libro o di un film ma e’ l’ultimo tassello della ODISSEA che la mia famiglia ha attraversato e attraversa da 8 anni. Non cedendo a MINACCE MAFIOSE E RICATTI ECONOMICI E OCCUPAZIONALI…dove c’e’ un filo INDISSOLUBILE TRA la mia EX azienda ISAB LUKOIL e IL MIO AGUZZINO VELLA LUCA protetto e tutelato dalla stessa come spieghero’ in seguito!!!
CIO’ CHE PIU MI IMBARAZZA E’ IL SILENZIO OMERTOSO POLITICO ISTITUZIONALE CHE REGNA SOVRANO….DA ANNI….NON RIPORTANDO UNA NOTIZIA DI ASSOLUZIONE GRAVISSIMA PER IL MODUS E IL COINVOLGIMENTO DELLA POLIZIA DI STATO CHE MENTE SPUDORATAMENTE…..PERCHE’? A CHI GIOVA DISTRUGGERMI??? LA RISPOSTA E’:  ISAB LUKOIL E CHI LA STESSA TUTELA!!!
Sono andato più volte a parlare prima del mio LICENZIAMENTO e DOPO con i dirigenti ISAB LUKOIL ING.GERACI CLAUDIO, DR. BRUNO MARTINO e DR. GIUSEPPE ARTALE, con i SEGRETARI SINDACALI DI CGIL CISL E UIL ZAPPULLA, MUNAFO’, SANZARO; con POLITICI VARI LOCALI E NAZIONALI…..risposta SILENZIO OMERTOSO, QUANDO ANDAVA BENE!!
Trattandosi di un collega di lavoro, il timore di ritorsioni all’interno dell’area lavorativa della Isab Lukoil, inducono il sottoscritto ad informare dell’accaduto il capo reparto di entrambi i pontili nonché i dirigenti aziendali gia citati sopra, affinché potessero intervenire per trovare una collocazione che potesse garantire un ambito lavorativo più sereno, dato che, per un passaparola diffamante (infame…, sbirro…pazzo…etc…), venivo allontanato e mobbizzato dai colleghi e dai superiori. Contestualmente rendevo edotti gli stessi delle attività illecite (contrabbando di sigarette e smercio e uso di stupefacenti) che si verificavano all’interno della raffineria anche nei pressi degli impianti dove il sottoscritto svolgeva il suo lavoro, durante il quale si viene a verificare il sabotaggio di uno spurgo di oleodotto in caricazione che solo per un attento svolgimento delle attività di controllo si è potuto scongiurare un riversamento in mare che avrebbe provocato un danno ambientale e che si sarebbe ritorto nella persona e professionalità del sottoscritto ATTENTATO ALLA MIA INCOLUMITA’ FISICA. Negli anni a seguire lo stesso Luca Vella viene indagato, rinviato a giudizio e ad oggi imputato in un processo promosso dalle denunce del sottoscritto corroborate dalle indagini della DDA di Catania e CASUALMENTE TRA I TESTIMONI SFILANO DIRIGENTI COLLEGHI (GERACI CLAUDIO, POLIZZI CARMELO, BOSCO SANTINO, BORDIERI SEBASTIANO, MARCO DI MAURO, BERRITTA GIANCARLO, MUSCIO CLAUDIO, ARTALE GIUSEPPE) DI ISAB LUKOIL CHE NON SANNO NULLA NELLO SPECIFICO MA TESTIMONIANO SOLO SU SENTITO DIRE E CALUNNIE INFONDATE SUL MIO CONTO(ASSOCIAZIONE A DELINQUERE ANCHE IN AZIENDA) RENDENDO LO STESSO PROCESSO CONTRO VELLA LUCA CASSIA CONCETTO RIANI MASSIMILIANO E IL CLAN BOTTARO ATTANASIO UN PROCESSO BAIO VS ISAB LUKOIL.

Gli eventi, precedentemente esposti, sono contrastanti e creano senza dubbio un grave precedente nei confronti dell’azienda Isab Lukoil e della società, che vede un lavoratore onesto denunciare eventi di stampo mafioso ed essere licenziato trovandosi lo stesso soggetto denunciato ed adesso imputato, come testimone nella causa del lavoro, ma ancora più contraddittorio è vedere il denunciato continuare a lavorare e non subire neanche una sospensione nell’attesa di giudizio diversamente dal sottoscritto licenziato a prescindere che ancora attende giudizio sia penale che lavorativo, costretto a vivere una vita di stenti con la propria famiglia, composta da tre bambini senza alcun supporto ne tutela dallo STATO DALLA POLITICA DALLE ISTITUZIONI CHE HANNO AVUTO UN “RISPETTO”NEI CONFRONTI DI ISAB LUKOIL A DIR POCO IMBARAZZANTE.

SILENZIO OMERTOSO per un cittadino e la sua famiglia(CIRCA 30 DENUNCE CON 4 PROCESSI DOVE SONO PARTE OFFESA E 2 DOVE SONO IMPUTATO(ASSOLTO PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE IN 1 DEI 2) PER AVERE CHIESTO DIGNITA’ LAVORATIVA UMANA CHE MAFIA E ISAB LUKOIL HANNO CANCELLATO) che ha DENUNCIATO MAFIA IN TUTTE LE FORME NEOMELODICI IN ODOR DI MAFIA,CANDIDATURE POLITICHE IN ODOR DI MAFIA,MINACCE E RITORSIONI PER LA PROPRIA FAMIGLIA TUTTE RICONDUCIBILI AL CLAN BOTTARO ATTANASIO DI SIRACUSA,MULTINAZIONALE DEL PETROLIO CHE DELLA MENTALITA’ MAFIOSA DEL RICATTO OCCUPAZIONALE DEL CERCARE CON OGNI MEZZO DI SCHIACCIARE CHI FA IL PROPRIO DOVERE CREANDO UN PRECEDENTE GRAVISSIMO…..CHI DENUNCIA FA LA FINE DI BAIO JVAN E LA SUA FAMIGLIA!!!!!

Detto questo per le mie numerose denunce per AVER “TOCCATO” ISAB LUKOIL che ha il POTERE DI FAR MENTIRE CHIUNQUE mi portano a temere, oggi più che mai, per l’incolumita’ e il futuro della mia famiglia con l’aggravante DEL SILENZIO MEDIATICO DELLA POLITICA E DELLE ISTITUZIONI……
TEMO CHE QUESTO scaturirà prima o poi nel più drammatico degli eventi, per questo spero e mi auguro che la mia famiglia possa essere TUTELATA E POSSA VIVERE SERENAMENTE.

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