Torna libero Andrea Ugo Enrico Fiduccia, l’ex direttore dell’Ast, l’azienda trasporti siciliana azienda partecipata dalla Regione. Lo ha deciso il tribunale della Libertà di Palermo presieduto da Fabrizio Lo Forte. I giudici hanno accolto le tesi degli avvocati Massimo Motisi e Marco Aricò che difendono l’ex direttore.

Per Fiduccia resta il divieto di esercitare uffici direttivi e delle imprese per 12 mesi, ma ormai l’ex dirigente è in pensione dal 1 aprile scorso.

Ugo Fiduccia era finito ai domiciliari con l’inchiesta “Gomme lisce” condotta dalla Guardia di Finanza. Secondo la procura avrebbe gestito l’azienda “in maniera privatistica”, truccando gare e favorendo gli “amici”.

Durante l’interrogatorio di garanzia, dopo l’arresto, Fiduccia ha detto invece di non aver mai commesso i reati che gli vengono contestati e che a parlare sarebbero i risultati ottenuti da un punto di vista economico dall’Ast che, quando era arrivato lui, nel 2016, era in gravissime difficoltà.

Non avrebbe favorito imprenditori, ma la concorrenza, nell’ottica di consentire dei risparmi e un risanamento dell’azienda. Ha spiegato poi, sul tema delle presunte pressioni politiche legate alle assunzioni, che effettivamente queste “raccomandazioni” ci sarebbero state, ma che sarebbe andata sempre così all’Ast. L’altra cosa che Fiduccia non ha negato è stato il fatto di aver cercato di far assumere sua figlia nella “Ali di Sicilia”, la compagnia aerea rimasta solo un sogno (ma costata comunque 70 mila euro alle casse dell’Ast, secondo la Procura).

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