Il voto di Castelvetrano e la mafia. Ancora possibile lo scambio? Qualcuno ci spera per fare “teatro”.

E’ inutile girarci attorno. La politica e la giustizia, molto  spesso sono andati  a braccetto.  Chi dice il contrario è in evidente malafede . Il berlusconismo ha favorito la nascita di blocchi di potere che poco hanno a che fare con la Democrazia e con la ricercala verità . Palamara docet.

Gli interessi in gioco sono tanti .L’auspicio rimane quello legato alla massima attenzione da parte di tutti. In primis le Forze dell’Ordine che dovrebbero controllare anche possibili acquisti di “voti” o solite partite di scambio tra candidati ed elettori. Vezzo che ha radici antiche

Dopo il grande “casino” mediatico su Castelvetrano e i castelvetranesi , spesso  accusati di fiancheggiare la latitanza di Matteo Messina Denaro , tutti i politici dell’antimafia e non solo cercano consenso  nella città del boss.  Cercano anche il possibile “colpo di scena” dell’eventuale infiltrazione di Cosa Nostra locale nelle prossime elezioni.? Che “botta di culo” sarebbe per quelli che vedono mafia ovunque scoprire che, Matteo Messina Denaro stia lavorando alle indicazioni di voto o comandi danneggiamenti mirati  a possibili candidati antimafia.

Chi è pagato per indagare indaghi. Non si sa mai. Se ci sono voti mafiosi, “dimostrati con i fatti (e non con titoli di giornale), si blocchi il voto locale.

Da 30 anni lo cercano. Hanno stretto fino al collo “cerchi- terreni  e cucuzzari” con centinaia di arresti  e sequestri di ogni sorta, (sempre nel livello tribale della mafia e sfiorando di rado altri livelli con il vestito blu) , e ancora il boss è libero e forse anche tranquillo. Sempre colpa dei castelvetranesi? La comunità, almeno quella fuori dalle visioni dell’antimafia integralista, si è stancata. PRENDETELO!!!!

Tanti i politici che stanno sfiorando Castelvetrano in cerca di voti e senza interessarsi minimamente alla città e dei suoi abitanti. Si interessano solo per aspetti mediatici. Il resto ? e chi se ne frega

In molti  stanno lì ,a cercare la facile strumentalizzazione e poi , lasciano tutto nel dimenticatoio. La mafia si combatte davvero,  generando anche  benessere e crescita sociale. La giustizia combatte i reati. Il fuoco di stampa  se strumentale, serve solo a nutrire altri interessi e altro potere.

Castelvetrano è stata lasciata al suo destino pure da grandi ex-e  attuali, deputati grillini. Di Maio su tutti. I grillini a Castelvetrano, hanno perso una grande occasione , avendo un sindaco del loro partito. Nulla è stato fatto da quel famoso comizio di Di Maio a livello romano. Tutti pronti  a strombazzare: “Castelvetrano regno di Matteo Messina Denaro”. E il Re chi sarebbe? E i principi?

Eppure, corre voce in città, che oltre il 50 % dei castelvetranesi  il prossimo 25 settembre, non andrà a votare

Non andranno a votare perchè, sono stanchi di essere insultati. Perchè, in nome della legalità di parte,  stanno ridimensionando l’ospedale con varie chiusure di reparti a favore di Mazara: molti non voteranno perchè la chiusura del  tribunale è ancora una volta una beffa. In tanti non vogliono votare perchè non sanno chi ha causato il fallimento del comune e devono pagare tasse salatissime. Molti non intendono votare perchè non hanno ancora, dopo 5 anni, notizie dai tribunali , su chi fossero i politici infiltrati dalla mafia .Dopo lo scioglimento, tutto tace.

Molti non andranno a votare perchè, hanno capito che certi politici( e non solo)  hanno usato Castelvetrano per fare passarella o per scopi di carriera. Non si fa così la lotta alla mafia. Mettere etichette non serve a nulla. Solo a distruggere una comunità . I veri mafiosi non si confondono per questi motivi

Alfano lasciato solo

Interessarsi   di come sta la gente in questo  martoriato paese? Solo per articoli legati a Matteo Messina Denaro. Castelvetrano muore? “E chi se ne frega”

Vi è anche , e va sottolineato,  un’antimafia che si impegna tutti i giorni e non cerca prime pagine sui giornali e  neanche compensi o ritorni economici.

Castelvetrano, strano a dirsi è diventata anche  oggetto di dispute “antimafiose” di ogni genere. Si fanno la guerra pure per vendere libri.

 

Non votare è una scelta “sbagliata” , se non condita da un significato di contestazione. Scelta  che va, in ogni caso, rispettata. Non votare per indifferenza è grave. Tanti hanno paura ad esporsi, per non finire nel tritacarne dell’antimafia. Stanno zitti e non voteranno

Il  problema vero, oltre alla mafia e alla mala politica , in questo momento congiunturale , per  Castelvetrano , e’ la mancanza di una strategia forte e utile a tirar fuori l’ intero territorio  dall’ oblio e dalla recessione economica. Senza il reddito di cittadinanza la città sarebbe allo sbando. Secondo voi, uno Stato “vero” pensa solo a inquisire? Noi crediamo che sia necessario un piano di rilancio per dare ragione allo Stato di diritto attraverso un sano sviluppo.

Quante chiacchiere, quante polemiche e quanta cattiveria si produce in questi giorni, nell’ affrontare delicate situazioni. In tutto questo bailamme , chi gode ? I soliti disfattisti e inutili gattopardi che hanno sempre voluto che questa città rimanesse “piccola” e sottomessa . Sono coloro che hanno sempre avuto, e infettato il popolo siciliano con la “Sindrome del Palio di Siena”. vi starete chiedendo: e’ una nuova patologia ?Fortunatamente no. E’ un male sociale, particolarmente dannoso. Il problema, già Il problema , dicono i dotti di questa città , e’ culturale, è mafioso .Ovviamente le parole al vento servono a poco. La questione sta assumendo un aspetto paradossale: da un lato, infatti, ci sono coloro che rifiutano ogni competizione di mercato , facendo generare veri e propri protettorati ,siano essi di origine mafiosa o di natura politica e allo stesso tempo, i piccoli imprenditori e le aziende impaurite pensano più a chiudere che a crescere .Per molti anni in questa città e in Sicilia, invece di guardare al mercato , si puntava al nemico che aveva di più e che otteneva di più dalla mafia e dalla politica. Ma quale nemico? Lo Stato o i mafiosi?  Lo stare nel mezzo , ha generato , di conseguenza , un modus operandi economico e dirigenziale ,esatto e contrario a se stesso. Ovvero , l’accettazione di una competizione feroce e senza limiti , meglio indicata come “sindrome del Palio di Siena” dove ,come e’ risaputo non si gioca per vincere, ma per distruggere l’avversario . Quindi, in questo strano gioco tra imprese, politica e mafia, non  si partecipava per vincere con merito ma  per rovinare gli avversari. Certa antimafia ha avuto questa sindrome. Questo paradosso potrebbe sembrare schizofrenico in quanto, i due diversi atteggiamenti , ovvero il malaffare e l’anti -malaffare sono in realtà intimamente legati come le facce di una stessa medaglia. Tutto questo , si basa sulla necessità della protezione : o ti aiuta “Matteo” o il partito e , in entrambi i casi ,i loro derivati .Per cui, o appartieni  a qualcuno o sei fottuto. Se poi si scatena una guerra tra lo Stato e l’antistato, guai a chi ci finisce dentro senza avere protezioni.

Per un motivo o per un altro, infatti, nel nostro Paese si è andato via via sviluppando un bisogno di “sicurezza” rispetto alle incertezze del mercato , peraltro neanche conosciuto ,che ha portato al rafforzamento di un complesso sistema di corporazioni, relazioni personali e lobby che hanno avuto solo il compito di salvaguardare lo status quo cercando di minimizzare la possibilità che eventi esterni potevano disturbare gli equilibri consolidati. Quante volte abbiamo sentito dire:”ora a chissu lu fazzu chiuriri”, oppure:”Senza santi in paradiso un nni pigghi travaghhiu”.In un tale sistema ,non poteva non fiorire la mafia, la mafiosita’ e la clientela politica. Questo vizio, di aver creato un sistema economico alla ” Palio di Siena ”, lascia solo macerie sul campo. Oltre alle giuste difese di posizione, alle battaglie sociali contro la mafia e la corruzione , occorre un radicale rinnovamento culturale ed economico.

Cari politici , cari professionisti dell’antimafia in corsa per varie poltrone, cortesemente, non venite a chiedere voti ai castelvetranesi per poi buttare fango su questa città subito dopo le elezioni. Questa città è stanca  Questa città è in coma. Sparare sui malati , senza provare a curarli ,è una grave offesa a Dio.

Fonte: Ass. Verità e Giustizia

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