riceviamo e pubblichiamo

 

La scrivente Dottoressa Rosetta Vaccaro dopo la pubblicazione di un
articolo su un giornale on line , articolo indeterminato ed indeterminabile in
quanto diffamatorio, non vero, sgradevole e devastante nei confronti
della mia immagine sia come professionista che come segretaria
Aziendale Cimo, rappresenta che l’esercizio del diritto di cronaca e di
critica sottostà alla condizione che la notizia e la sua diffusione sia
preceduta da un serio e diligente lavoro di verifica.
Pertanto è incontrovertibile che le modalità utilizzate nella redazione
di tale articolo inducono alla ragionevole conclusione che chi l’ha
redatto si è “rivestito del ruolo di addictus stampa” , permettendosi
di diffamare una professionista e abusando della possibilità di potere
diffondere Fake new impunemente e nascondendosi dietro un sorta di
pseudo verità putativa con la responsabilità di aver ricercato/subito
verità unilaterale.
Ciò detto, riporto una breve replica di smentita sugli stessi fatti
menzionati, precisando che tutto quello che declinerò è suffragato da
documenti aventi fonte certa; e per “chiunque” ne avesse voglia e/o
coscienza deontologica , dietro richiesta di accesso agli atti di cui già
dò la mia liberatoria, è possibile attivarsi per un “attento“
approfondimento.
– In primis nella qualità di segretaria Aziendale Cimo mi sono sempre
prodigata per il giusto e dovuto confronto al fine di vedere
riconosciuti appropriatamente i diritti dei Dirigenti Medici sia iscritti
che non come da giusto mandato. A riguardo tanto impegno è stato
profuso poiché è importante che una azienda garantisca sempre i
diritti dei lavoratori, all’interno di una sana e buona gestione scevra
da influenze che rispondono ad interessi diversi da quelli che meglio
possano assicurare direttamente ed indirettamente un’alta qualità nei
servizi e nelle stesse prestazioni assistenziali erogate.
La nomina del Direttore dipartimento salute mentale è stata
contestata dalla segretaria aziendale cimo sindacato dei medici , in
quanto da autorevole consulenza legale è risultata essere in contrasto
con le norme e i regolamenti sia contrattuali che giuridici. L’incarico
si poteva anzi si doveva dare ad un direttore interno senza di certo
ricorrere ad una convenzione con altra Asp.

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