“Ma i signori delle discariche c’erano e restano. Hanno avuto vita facile di fronte all’incapacità del governo di aprire nuovi impianti di trattamento e potenziare la differenziata, persistendo nella visione discarico-centrica che ha fatto di questi impianti obsoleti – per lo più privati – l’unica modalità per chiudere il ciclo. L’unica perseguibile, giacché togliere il pallino delle mani dei Catanzaro, dei Leonardi o dei Proto, avrebbe significato il de profundis per sindaci e amministratori, che già non sanno dove smaltire la monnezza in eccesso. E così, nonostante le numerose macchie giudiziarie dei protagonisti, messe in risalto da un’inchiesta della commissione regionale Antimafia, sono partite le proroghe, gli ampliamenti, le valutazioni di impatto ambientale, che, in assenza di alternative, hanno finito per far sopravvivere questo business enorme. Per i termovalorizzatori, ancora lungi dall’essere realizzati, sarà più o meno la stessa cosa: il sistema del project financing, individuato dall’Avviso pubblico, prevede che la gestione sia a carico della società aggiudicataria del bando (e di conseguenza i ricavi).”

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