Rientra al Senato Berlusconi: indagato in relazione a un presunto ruolo di ‘mandante esterno’ delle stragi del ’93

Altri nomi si vanno ad aggiungere alla lista degli ‘onorevoli’ eletti alla Camera e al Senato con guai giudiziari alle spalle o ancora in corso. Per la precisione, come riportato dal ‘Fatto Quotidiano’ si parla di ben 41 indagati, imputati e condannati.

Forza Italia
Si è aggiunto al Senato Flavio Tosi, già condannato in via definitiva per violazione della legge Mancino sull’odio razziale a 2 mesi di reclusione.
Non poteva mancare il nome dell’ex premier Silvio Berlusconi, tornato al Senato dopo essere stato espulso nel 2013 per decadenza dopo la condanna definitiva a quattro anni per frode fiscale.
Berlusconi, assieme a Marcello Dell’Utri, sono attualmente indagati in relazione a un presunto ruolo di ‘mandanti esterni’ delle stragi del 1993 a Milano e Firenze (10 morti) e degli attentati di Roma contro le basiliche di San Giorgio e San Giovanni e contro il conduttore tv Maurizio Costanzo più l’attentato fallito allo stadio Olimpico del gennaio 1994.
Accanto a Berlusconi vi sarà il patron della Lazio Claudio Lotito. Quest’ultimo è stato prescritto nel processo penale (dove era stato condannato in appello a 18 mesi) e squalificato 4 mesi in quello sportivo per Calciopoli. Inoltre è stato condannato in via definitiva a 3 mesi convertiti in pena pecuniaria per omessa alienazione delle partecipazioni della Lazio (nello stesso processo prescritto per agiotaggio). La prescrizione è arrivata anche nell’udienza preliminare nell’ambito dell’inchiesta ribattezzata Multopoli e che riguardava la cancellazione di una serie di contravvenzioni.
Al Senato ci sarà anche Mario Occhiuto, fratello del governatore calabrese, sotto processo per bancarotta fraudolenta per il fallimento della società Ofin. A luglio scorso gli era stato notificato un atto di chiusura delle indagini: l’accusa era sempre per bancarotta ma per il fallimento di altre due società.
A sedere sugli scranni del Parlamento sarà anche Gianfranco Miccichè, eterno volto del berlusconismo e già Presidente dell’Assemblea regionale siciliana.
Per lui la procura di Agrigento aveva chiesto il rinvio a giudizio per finanziamento illecito al partito, nell’ambito dell’inchiesta “Waterloo” della Dia, Guardia di finanza e Carabinieri. Torna al Senato anche Michela Vittoria Brambilla, che nel 2019 patteggiò, un anno e 4 mesi, con pena sospesa, per il fallimento delle Trafilerie del Lario di Calolziocorte (Lecco).
Sempre per Forza Italia ci sarà alla Camera Ugo Cappellacci, imputato di corruzione e peculato nell’inchiesta su una presunta tangente da 80mila euro legata all’assegnazione di contributi pubblici quando era presidente della Regione. Cappellacci, inoltre, è stato anche condannato in appello dalla Corte dei conti a 220mila euro per il licenziamento del capo ufficio stampa della Regione. Prescritto, invece, nel processo sulla P3.

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