Tra politiche e regionali Siciliane, niente è ancora deciso. E sono passati ben 15 giorni dal voto dello scorso 25 settembre.

A livello nazionale, in alcune zone, per un effetto collaterale delle pluricandidature, si contano più eletti di quanti siano i candidati.

A 15 giorni dal voto per le regionali, mancano ancora 48 seggi da scrutinare.

Possibile? Possibile, dato che a causa di alcuni errori durante lo scrutinio tutto sarà congelato sino a quando il tribunale non certificherà l’esito del voto, anche perché c’è da stabilire quali partiti abbiano superato la soglia di sbarramento del 5% e quali no senza possibilità di errore e, quindi, di ricorsi e di ulteriori rallentamenti.

Tradotto: Renato Schifani, il presidente in pectore della Regione sostenuto dal centrodestra, deve ancora aspettare l’ufficialità della nomina. Dei 24 seggi mancanti, 43 sono nel Siracusano. È tutto incerto, nell’isola.

Il risultato? Slitta anche l’insediamento del neo Presidente Renato Schifani e il nuovo esecutivo rischia di partire quindi con enorme ritardo.

Perché l’Ars si possa insediare, infatti, è necessario che siano completate le operazioni di spoglio e che le schede siano riverificate.

Solo dopo i seggi verranno ufficialmente attribuiti e la segreteria generale dell’Assemblea potrà convocare i neo eletti per le procedure di rito.

Neanche nelle più improbabili repubbliche delle banane si è mai vista una cosa del genere.

L’ennesima vergogna tutta Siciliana, figlia di scelte incompetenti perpetrate, forse in malafede, da incompetenti nominati dai palazzi romani.

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