Sono passati ormai nove anni dalla sciagurata scelta del Governo Crocetta, condivisa e sollecitata dai 5 stelle, di abolire le province.

La gestione commissariale sembra non finire mai ed era assolutamente evidente che la norma che imponeva un’altra lunga proroga sarebbe stata impugnata.

Intanto le strade provinciali e le scuole, nodi da sempre centrali del ruolo delle ex province, sono allo sfascio totale prive di qualsiasi manutenzione.

Province, si torni all'elezione diretta!

Una sentenza della Corte Costituzionale del luglio 2018 annullò la volontà dell’Assemblea Regionale di ritornare all’elezione diretta degli organi delle province da parte dei cittadini.

La Corte, infatti, decretò che la norma siciliana contrastava con la legge nazionale considerata di grande riforma economica e sociale e come tale, a detta della Corte, prevalente sulle norme regionali, anche per le regioni a statuto speciale.

E la legge nazionale prevedeva l’elezione di secondo grado (ossia da parte dei soli consiglieri comunali e sindaci del territorio) degli organismi delle province.

Quella sentenza ha calpestato l’articolo 15 del nostro Statuto che assegna alla Regione potestà esclusiva sull’ordinamento degli enti locali in Sicilia.

Ma ecco che un’altra sentenza della Corte Costituzionale del novembre 2021 ha di fatto riaperto il dibattito.

La sentenza dichiara che “risulta del tutto ingiustificato il diverso trattamento riservato agli elettori residenti nel territorio della Città metropolitana rispetto a quello delineato per gli elettori residenti nelle Province”. Ossia ha ritenuto non costituzionale il fatto che gli elettori del capoluogo delle città metropolitano eleggano il sindaco metropolitano attraverso l’elezione diretta del proprio sindaco e che questo di fatto non è invece reso possibile ai cittadini degli altri comuni della stessa città metropolitana, né tantomeno ai cittadini residenti nelle altre province.

È arrivata quindi l’ora che la Sicilia torni a rivendicare la competenza esclusiva che per Statuto ha sull’ordinamento degli enti locali e predisponga una legge regionale che preveda il ritorno all’elezione diretta delle province o, per meglio dire, dei liberi consorzi previsti dal nostro Statuto, anche estendendone alcune competenze.

Il nuovo Presidente della Regione, Renato Schifani, e il prossimo Presidente eletto dell’Assemblea avviino un confronto con il prossimo Governo nazionale assicurandosi, anche con le necessarie accortezze normative, che una legge regionale che preveda l’elezione diretta non venga impugnata, e l’ARS proceda ad approvarla in modo da potere arrivare nella prossima primavera a ripristinare nelle province siciliane la democrazia, cancellata nell’infausta era Crocetta con la complicità dei grillini.

https://www.lanazionesiciliana.eu/province-si-torni-allelezione-diretta/

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