De Luca (Sud chiama Nord): “Nostro movimento dirompente”

ROMA – “È un risultato che abbiamo costruito nel tempo e che ha premiato la strategia di voler andare oltre i confini della Sicilia, e che oggi approda anche alla Camera e al Senato con il progetto ‘De Luca sindaco di Italia – Sud chiama Nord’“. Cateno De Luca, già sindaco di Messina e deputato all’assemblea della Regione Sicilia, intervistato dall’agenzia Dire parla del successo elettorale nazionalregionale e delle prossime iniziative.

Da soli abbiamo eletto un senatore e un deputato – ha detto- abbiamo messo in pratica il risultato del buon governo dei comuni che ho amministrato”, ha spiegato De Luca, arrivato secondo nella competizione regionale e attivo anche nella competizione nazionale con la lista, ‘De Luca sindaco di Italia’ Sud chiama Nord.

Il 3 dicembre, Roma ospiterà l’assemblea nazionale organizzativa del movimento, “che ci preparerà alle elezioni amministrative in tutta Italia e alle europee di maggio 2024- ha spiegato De Luca- ci consentirà di assumere la dimensione nazionale che oggi stiamo ricercando”.

Ma l’attività di De Luca leader di Sicilia Vera – Sud chiama Nord continua anche nel Parlamento siciliano: “Stiamo costituendo il nostro governo-ombra che non si limiterà a fare da controaltare al governo che si sta formando, ma andrà oltre- ha sottolineato- e con il nostro governo di liberazione intendiamo definire quei provvedimenti programmatici per portare nel parlamento siciliano la nostra azione. Opposizione, quindi, ma allo stesso tempo tenteremo di imporre al parlamento siciliano le nostre idee. In un dibattito parlamentare che ci vede oggi protagonisti di una fase di cambiamento che ci auguriamo si concreti alla prossima tornata elettorale. Ci scontriamo con una macchina da guerra molto radicata, ma la nostra sarà un’azione dirompente”.

A metà novembre, intanto, l’Assemblea regionale dovrà eleggere il suo presidente, Aricò o Galvagno di Fratelli d’Italia? “Sulla carta questa maggioranza è autosufficiente- ha precisato De Luca- Noi non subiremo le loro azioni ma faremo la nostra azione parlamentare, come si deve fare in un Parlamento” facendo capire che sono pronti a giocare la loro partita.

DE LUCA: “PONTE SULLO STRETTO SOLO SE È CORRIDOIO PER MERCI INTERNAZIONALI

Il ponte sullo stretto di Messina non è il problema della Sicilia. Piuttosto, il ponte rappresenta il ruolo che si vuole assegnare a Sicilia e Calabria nell’ambito del traffico di merci che passa dal Canale di Suez e che vanno a finire nei porti degli Stati del nord Europa. Quella è la lobby che sicuramente ha fatto saltare il corridoio Berlino-Palermo dell’alta velocità. La scelta qui è semplice: se c’è un governo italiano che vuole dare un ruolo diverso al meridione e farlo diventare la piattaforma che intercetta queste merci, allora il ponte di Messina è utile. Non serve, invece, se si vogliono solo abbreviare i tempi di percorrenza. Da questo punto di vista, non c’entra nulla”, spiega il leader del movimento politico Sicilia Vera Sud chiama Nord. “Le priorità per la Sicilia sono altre– ha aggiunto- abbiamo territori dove manca l’acqua, dove i rifiuti restano su strada, abbiamo ferrovie dell’epoca dei Borboni: rispetto al ponte, io mi occuperei prima di queste cose”.

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