Udienza, questa mattina, al Tribunale del Riesame di Catania per discutere del ricorso presentato dalla difesa di Pippo Gianni, il sindaco di Priolo arrestato per concussione.

Il suo legale, l’avvocato Ezechia Paolo Reale, non aveva presentato alcuna istanza per la revoca dei domiciliari al gip del Tribunale di Siracusa in occasione dell’interrogatorio di garanzia, ipotizzando che il giudice, lo stesso che aveva firmato la misura cautelare, non si sarebbe mosso di un millimetro.   E così, la difesa ha deciso di giocarsi tutto al Riesame anche se la decisione dei giudici del Tribunale della Libertà non sarà immediata.

Secondo i magistrati siracusani, Gianni avrebbe minacciato due grosse aziende del Petrolchimico di Priolo di disporre dei controlli negli stabilimenti, allo scopo di rallentare l’attività produttiva, se non avessero provveduto all’assunzione di persone a lui vicine ed all’assegnazione di una commessa ad una ditta locale. Gianni ha spiegato di non aver mai minacciato i vertici dei colossi industriali, rivendicando, invece, la sua azione politica, votata alla difesa del territorio. Secondo quanto riferito dal suo legale, il sindaco ha ammesso di aver chiesto assunzioni e commesse per le aziende locali purché il personale e le imprese fossero qualificati.

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