• Per mancanza di giudici il presidente del tribunale Francesco D’Arrigo ha riunificato due tronconi del dibattimento del processo Montante. Ne è nato un processo mostro dove dovranno essere riascoltati i testi sentiti nel primo processo. Si ricomincia daccapo. 
  • I quattro pubblici ministeri hanno chiesto di celebrare due udienze a settimana per salvare il processo, ma non hanno ricevuto alcuna risposta. 
  • L’inerzia rischia di ammazzare un dibattimento contro un imputato che al Palazzo di Giustizia di Caltanissetta godeva di rapporti molto intimi con numerosi magistrati. 

In nome di una giustizia più veloce ed efficiente si possono fare acrobazie da capogiro. E il bello è che le carte sono tutte a posto, così a posto che una prescrizione di massa è garantita al mille per mille. Tutti lo sanno e nessuno fa niente, nessuno muove un dito per rianimare un processo, per salvarlo, per trascinarlo fuori da una palude che lo sta inesorabilmente inghiottendo.

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