Sarà Giusy Bartolozzi, la compagna dell’ex vicepresidente della Regione siciliana Gaetano Armao, a ricoprire l’incarico di vice capo di gabinetto del nuovo ministro della Giustizia, Carlo Nordio. La notizia, apparsa ieri su ‘La Verità’, è confermata dal guardasigilli, che ha chiesto al Csm – sia per Bartolozzi che per Alberto Rizzo, candidato a diventare capo di gabinetto – la richiesta per il collocamento fuori ruolo.

Nel ministero che Berlusconi avrebbe voluto prendersi, arriva il magistrato ex Forza Italia, originaria di Gela, che ha sbattuto la porta nel 2021, in seguito alla decisione del partito di rimuoverla dalla commissione Giustizia dopo il suo voto in dissenso dal gruppo su un emendamento alla riforma Cartabia. Bartolozzi, che è stata magistrato per la sezione fallimentare del Tribunale di Palermo, era approdata a Montecitorio nel 2017 grazie al Cav., che offrì al compagno anche il ruolo di vice-Musumeci alla Regione siciliana.

Qualcosa, per entrambi, è andato storto. Dopo la decisione di andare via da Forza Italia, Bartolozzi ha scelto di aderire al Gruppo Misto, attirando su di sé le ire di Marta Fascina, compagna del vecchio Silvio: “Accade che parlamentari eletti nel nostro movimento – recitava una nota – decidano sorprendentemente di non votare emendamenti presentati dal nostro capogruppo in commissione Giustizia e previamente condivisi con la presidenza del gruppo. Con ciò deludendo le aspettative di milioni di cittadini che hanno creduto e credono nella nostra carta dei valori” di “partito liberale, moderato e garantista”. Quindi propose la decadenza da parlamentare per i cambiacasacca: “Non si tratta di silenziare le voci critiche – disse Fascina – ma di impedire di utilizzare i partiti come taxi per raggiungere lauti stipendi a posizioni di potere, salvo poi (raggiunto l’obiettivo) cambiare idea, ideali, valori, partito”.

La Bartolozzi, uscita dalla porta, oggi rientra dalla finestra. La donna, qualche anno addietro, passò all’onore delle cronache per aver pignorato lo stipendio al compagno-assessore: una vicenda rocambolesca della quale si occupò il Csm senza particolari conseguenze. Lo stesso Armao, di recente, si è avvicinato alle posizioni di Carlo Calenda, candidandosi a palazzo d’Orleans sotto i vessilli di Azione. La compagna, invece, è molto vicina a Enrico Costa, ex responsabile Giustizia di FI, passato anch’egli con Calenda. Insomma, l’ennesimo schiaffo per Berlusconi. Che potrebbe non gradire.

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