Ad Agrigento ormai è un fenomeno tipico, non naturale ma artificiale, puntuale: ad ottobre, al tempo della molitura delle olive, il fiume Naro che sfocia a Cannatello, si colora di nero, quindi non è più fiume Naro ma fiume nero, perché parecchi imprenditori, amanti della natura e rispettosi dell’ambiente, gettano nel corso d’acqua lo scarto della molitura delle olive, le “acque di vegetazione”, immortalate in foto e video anche quest’anno dall’associazione ambientalista “MareAmico” coordinata da Claudio Lombardo, che denuncia: “Questo rifiuto, quando finisce nei corsi d’acqua o in mare, distrugge tutto! Le acque di vegetazione sono 200 volte più inquinanti delle fogne, perché, sottraendo l’ossigeno alle acque, provocano la morte di tutte le specie viventi in quel luogo!
Nel bacino d’utenza del fiume Naro ci sono diversi Comuni come Canicattì, Naro, Camastra e Favara, che hanno parecchi frantoi in attività.
Tutto ciò accade nonostante l’intensa attività dei Carabinieri del Nucleo Forestale, che ogni anno sono impegnati nell’attività di contrasto a questo scempio”.

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