Quello dei Baccani a Roma è uno scandalo antico su cui ancor oggi aleggia un notevole mistero.
I Romani, infatti, difficilmente si interessavano di religione…
Ma nel 186 a.C. il Senato intervenne duramente vietando i Baccanali e scatenò contro chi li festeggiava una vera e propria persecuzione.
In origine i baccanali erano le feste di Bacco, e come tali erano lecite in quanto proprie di un Dio riconosciuto fra gli dei dell’Olimpo.
Dioniso però era un Dio legato all’ebrezza e alla perdita del controllo. Due cose che i Romani non amavano e consideravano pericolose.
La variante delle feste in onore di Bacco che si diffusero a Roma in quegli anni ad opera di personaggi provenienti dall’Etruria e forse ispirati da suggestioni orientali pare che avesse trasformato culti in origine agrari e femminili in celebrazioni misteriche simili a quelle di una setta. I baccanali si trasformarono rapidamente in vere e proprie orge (aperte a tutti, uomini e donne).
La sacerdotessa di questo culto riveduto e corretto era una sacerdotessa campana, Paculla Annia, che aveva il suo rifugio a Stimula, bosco sulle pendici dell’Aventino. Un quartiere da sempre problematico, l’Aventino: una periferia che pullulava di immigrati e di seconde generazioni, dove però i giovani bene non disdegnavano di recarsi per cercare divertimenti proibiti o il fascino della plebe.
Cosa succedesse in questi riti non è chiaro, ma lo scrittore Tito Livio ne da un quadro fosco: una confusione così grande che veniva sfruttata per compiere delitti impunemente, tanto le grida delle vittime venivano coperte dal frastuono delle feste.
Insomma, un rave d’altri tempi, dove girava un po’ di tutto, non escluse droghe, e si faceva sesso sfrenato.
Il senato romano era notoriamente bacchettone con i vizi che non gli erano abituali e guardava con sospetto tutto ciò.
L’occasione per potere intervenire la fornì un giovane, Publio Ebuzio, il cui patrigno forse meditava di uccidere o di far violentare con la scusa dell’ iniziazione ai riti bacchici.
Il giovane, messo sull’avviso da una cortigiana, denunciò tutto al Senato, che non aspettava altro per muoversi…
I baccanali furono considerati pericolosi per l’ordine pubblico, e organizzatore ed adepti arrestati, torturati e mandati in prigione.
Non si capisce bene di cosa fossero realmente colpevoli, in realtà. Ma il senato consulto votato velocemente (oggi diremmo per decreto legge…) scatenò la repressione forse ben al di là di quella che poteva essere la reale pericolosità della cosa o dei danni causati.
Insomma, pare che la storia si ripeta…

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