La corruzione negli appalti della protezione Civile contestata dalla Guardia di Finanza che oggi ha condotto agli arresti domiciliari un funzionario regionale e un imprenditore, avveniva nella fase di accertamento e pagamento delle opere

Nel telefono sequestrato al funzionario Luigi De Luca sono stati trovati su WhatsApp contatti con altri imprenditori che lavorano con la protezione civile.

Grazie alla chat, come si legge nell’ordinanza del gip Paolo Magro, “si è scoperto che il funzionario liquidatore era solito interloquire con diversi altri imprenditori circa le rispettive pratiche anche inviando foto di schermate e documentazione di atti di avvenuti pagamenti”.

Gli imprenditori chiedevano di non essere abbandonati e sostenevano di essere “nella sue mani”.

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