La presenza di un’agenzia funebre di Siracusa a Sortino avrebbe scatenato la reazione di una ditta del piccolo Comune montano del Siracusano, fortemente legata a Innocenzo Pandolfo, indicato dai carabinieri di Siracusa e dai magistrati della Dda di Catania come un esponente di spicco del clan Nardo di Lentini. E’ quanto emerge nell’inchiesta culminata nelle ore scorse con l’arresto di 5 persone, oltre che di Pandolfo, a cui la misura cautelare è stata notificata nel carcere in cui si trova detenuto.

Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi firmati dal gip del Tribunale di Catania, c’è Antonino Inturrisi, titolare dell’agenzia di pompe funebri che avrebbe mal digerito l’arrivo di un concorrente. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, Inturrisi avrebbe sollecitato due dipendenti, Vincenzo Puglisi, e Marcello Briganti, entrambi coinvolti nell’operazione dei carabinieri, a minacciare la vittima per “convincerla” a non aprire la sua agenzia a Sortino e poi, di fronte all’ostinazione dell’imprenditore siracusano, si sarebbero prodigati per rendergli la vita difficile, provando ad ostacolare lo svolgimento dei funerali a Sortino.

L’imprenditore siracusano, che non si è piegato alle intimidazioni, si è rivolto un paio di anni fa ai carabinieri, riferendo alcune circostanze, tra cui una, quando in occasione di un funerale celebrato a Sortino sarebbe stato avvicinato da un uomo che lo avrebbe minacciato: “Qui non devi venire a svolgere i funerali perché se vieni di nuovo io ti porto al cimitero insieme al morto”. Nella stessa giornata, al rientro a bordo della sua macchina, l’imprenditore siracusano sarebbe stato affiancato da un’auto ed un uomo gli avrebbe fatto cenno con un dito, mimando di premere il grilletto di un’arma.

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