Banca d’Italia ha presentato i dati relativi all’Aggiornamento congiunturale in riferimento ai primi sei mesi del 2022. E il direttore della sede siciliana, Emanuele Alagna, annuncia: “L’economia regionale anche nel primo semestre del 2022 continua a crescere. La progressione in positivo riguarda un po’ tutti i settori, dalla manifattura al terziario alle costruzioni. A influire sull’espansione dell’economia in Sicilia, come nel resto del Paese, sono state le politiche monetarie e fiscali e i provvedimenti assunti dall’ex governo Draghi”. Tuttavia la condizione d’incertezza legata al conflitto in Ucraina influisce sia per le famiglie che per le imprese, e sulle prospettive di nuovi investimenti. Nonostante un tasso d’inflazione nei primi sei mesi dell’anno al 10,4% rispetto all’8,9% della media nazionale, in Sicilia l’economia corre di più rispetto al Paese, con tutti gli indicatori di segno positivo: occupazione, liquidità delle imprese e credito alle famiglie. Il Prodotto interno lordo nell’Isola, a giugno 2022, è del più 5,8%, leggermente superiore al totale nazionale. Per la Banca d’Italia l’inflazione ha eroso il potere di acquisto delle famiglie più deboli alle prese con gli aumenti dei costi dell’energia e quelli alimentari, ma ha mitigato l’impatto del rialzo dei tassi d’interesse, il cui incremento non ha fermato il ricorso ai mutui per l’acquisto e la ristrutturazione delle abitazioni. La produzione industriale è aumentata del 3%, e nei primi nove mesi dell’anno è cresciuto il fatturato delle aziende, sia quelle orientate al mercato interno che quelle più indirizzate all’export. Il turismo spicca per redditività e fatturato, adesso come nel periodo pre – pandemia: più 55% nei primi otto mesi dell’anno. Buona performance nel mercato del lavoro: l’occupazione aumenta del 3,9% (3,6% in Italia). Le nuove posizioni lavorative segnano 57.000 posti, al netto delle cancellazioni. Diminuiscono le persone in cerca di lavoro, col tasso di disoccupazione al 17,7% (meno 2,4% rispetto al 2021). I prestiti al totale delle famiglie e delle imprese sono aumentati del 2% su base annua, anche se in calo del 2,4% rispetto al 2021. L’incremento riguarda soprattutto le famiglie, con più 4% mentre il dato delle imprese si attesta allo 0,3%. E poi ancora, il ricorso ai bonus elettricità e gas è stato ben superiore rispetto alla media italiana: 15 e 12 per cento rispetto all’8 per cento del Paese. Ed è una forbice destinata ad ampliarsi alla fine di quest’anno per l’ulteriore allargamento della platea dei beneficiari dell’incentivo. La spesa energetica – rileva Bankitalia – è cresciuta dal 20 a oltre il 40% per le imprese, con un’incidenza sui costi di oltre il 10%. Alcune imprese reagiscono con un aumento dei prezzi di vendita e riducendo i margini di profitto, ma un aspetto positivo è l’incremento degli investimenti in macchinari per l’efficientamento energetico e l’auto-produzione da fonti rinnovabili.

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